(M.B.) A lanciare la protesta ci ha pensato Vittorio Sgarbi (nella foto), critico d'arte ed ex sottosegretario ai beni culturali che, in qualità di presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantenga ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta al ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli. Il motivo è il rifiuto opposto dalla Pinacoteca Brera al prestito del dipinto del Mantegna il "Cristo Morto", forse l'opera più significativa dell'artista e che avrebbe dovuto far parte della grande mostra organizzata dal 16 settembre al 14 gennaio prossimi a Padova, Verona e Mantova. A giustificare il rifiuto, infatti, ci sarebbero le condizioni di particolare fragilità e il bisogno di restauro del "Cristo Morto". «Respingendo la richiesta - ha detto Sgarbi - lo Stato non solo danneggia la mostra, ma rinuncia ad incassare una somma che abbiamo calcolato in circa 3,6 milioni di euro». E ancora: «Se il rifiuto si protrae, questo va considerato un tradimento che lo Stato fa a se stesso. Chiedo a Rutelli di collaborare anche nell'individuare la menzogna del funzionario che ci ha detto di no». Il pensiero manifestato da Sgarbi trova concorde anche l'assessore alla cultura del Comune, Monica Balbinot (nella foto). «Il "Cristo Morto" - spiega l'assessore - andrebbe a Mantova, però è anche vero che può essere considerato come il simbolo dell'intero evento. Purtroppo questo non è l'unico prestito che non si è sbloccato. A Padova, per esempio, della pala di San Luca arriveranno solo due pannelli, quelli che riguardano San Daniele e Santa Giustina; il San Sebastiano, poi, di proprietà delle Accademie di Venezia, quindi sempre dello Stato, noi lo abbiamo richiesto, però non ci è ancora arrivata nessuna risposta e questo a meno di un mese dall'inaugurazione della mostra». «Non si spiega - prosegue la Balbinot - perché debba essere negato il prestito di un'opera quando questa non correrebbe nessun rischio. E' un vero peccato che le difficoltà sopraggiungano proprio dall'Italia, da casa nostra, mentre ci sono state prestate, senza particolari problemi, opere da tutto il mondo: dal Brasile agli Stati Uniti, a molti stati dell'Europa». «Il ministero - conclude l'assessore - dovrebbe farsi parte attiva per facilitare questi prestiti tanto più se si considera che appartengono ad enti che sono sotto il suo diretto controllo e che il Comitato nazionale presieduto da Sgarbi è stato creato dallo stesso ministero. Io credo che dovremmo tutti fare uno sforzo per la massima collaborazione, perché la mostra che si aprirà fra qualche giorno rappresenta davvero un evento irripetibile".