"I funzionati spesso esercitano il loro potere per il gusto di farlo" PHILIPPE Daverio, davvero il Cristo Morto è così fragile? «Questi quadri hanno 500 anni, per 450 sono sopravvissuti in condizioni difficilissime, a meno 10 gradi e a più 35, all'umido e al secco. La pittura è fatta per sopravvivere. Da 45 anni sono nelle mani dei conservatori e stanno tutti male». È giusto non muovere quel quadro? «La legge di fondo del funzionario ministeriale è "nego ergo sum," nego per esistere. E ormai i no sono così tanti che non ci crediamo più». Ha ragione Sgarbi, allola? «Oggi la questione culurale è centrale per la competizione mondiale. Le nostre imprese o università di domani sono la conseguenza del Mantegna di oggi, della determinazione nell'esaltare la nostra straordinaria vita culturale. Avrei capito il no se qualcuno avesse detto che la mostra non è importante, ma qui non si tratta di una mostrina. Questi quadri sono tenuti in condizioni ottimali, in clima-box perfetti, spostati con ogni precauzione in sedi altrettanto attrezzate: che razza di rischio possono correre? Brera, che ha un bacino di utenza di 15 milioni di persone, fa 200 mila presenze all'anno. La necrosi della istituzione corrisponde alla psiche ostativa della sua dirigenza».
Con Sgarbi. Daverio: il rifiuto è un errore
Il quadro "Davvero il Cristo Morto" di Philippe Daverio è stato esposto in una mostra a Brera, ma i conservatori hanno espresso preoccupazioni per la sua sicurezza. Il quadro è stato esposto in condizioni ottimali, ma i conservatori hanno detto che non è giusto muovere quel quadro. La mostra è stata organizzata per celebrare la cultura italiana e la sua importanza per il mondo. I quadri esposti sono stati curati con cura e sono stati spostati in sedi attrezzate per minimizzare il rischio di danni. La mostra è stata vista da 200.000 persone all'anno. I conservatori hanno espresso preoccupazioni per la sicurezza del quadro, ma la mostra è stata considerata importante per la cultura italiana.
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