Accordo con il ministro Rutelli. Sgarbi chiede una perizia sul Mantegna della discordia. Il ministero deciderà dopo aver analizzato i risultati. Si riapre la questione Pinacoteca-Mantova: tra oggi e domani lo studio di esperti scelti dall'assessore, poi la decisione finale. IDEA «Se Brera voleva tenersi il dipinto per non privarsi del capolavoro, poteva dirlo e io avrei inserito la Pinacoteca nella mostra delle tre città» dice Sgarbi. SGARBI fa pace con Rutelli. Ma non molla la presa sul più importante quadro del Mantegna, per averlo nella mostra che celebrerà, dal 16 settembre a Mantova, Verona e Padova, i cinquecento anni della morte del pittore. La partita è tutt'altro che conclusa. Il "Cristo morto" tra oggi e domani sarà sottoposto a una nuova perizia per vedere severamente è così fragile da non potersi muovere da Brera. Il critico, (presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni di Mantegna voluto proprio da Rutelli) ieri ha avuto un confronto con il ministro per i Beni Culturali e i due si sono spiegati. Rutelli non può andare contro il parere dei suoi tecnici, che hanno accertato la fragilità del quadro e consigliato di non muoverlo dalla Pinacoteca. Ma di fronte alle proteste di Sgarbi, che giudica quei pareri menzogneri e considera il dipinto trasportabile, ha accettato di valutare anche una nuova perizia di tecnici scelti direttamente dal neo-assessore alla Cultura. Poi Rutelli farà da arbitro. «Lo stato di conservazione di un'opera d'arte è un fatto oggettivo ha detto Sgarbi . Manderò per il sopralluogo Valeria Merlini e Daniela Storti, due restauratrici impegnate nel ripristino di opere importanti. Ma siccome non mi bastano due perizie, ne voglio tre, ci sarà anche il più fidato restauratore dello Stato. Gianluigi Colalucci, restauratore di Michelangelo, Giotto e Mantegna, che ha lavorato al Giudizio universale nella Cappella Sistina a Roma, nella cappella degli Scrovegni e alla cappella Ovetani agli Eremitani a Padova». La perizia sarà immediata, nel giro di mezz'ora gli esperti potranno rendersi conto del reale stato di salute del Cristo Morto. Le motivazioni arrivate dai tecnici del ministero per negare lo spostamento del dipinto (dovrebbe andare a Mantova, dove era già stato nel 2002 per la mostra «La Celeste Galeria») secondo Sgarbi sono del tutto arbitrarie. «Come mai è fragile solo ora e non 4 anni fa?» si chiede il critico. Che aggiunge: «Se Brera avesse negato il prestito adducendo come motivo la verità, e cioè che un museo non può privarsi dei suoi capolavori e dei quadri simbolo, io lo avrei capito. E avrei avuto il tempo di inglobare nell'evento anche Brera con un solo quadro, il dipinto chiave di Mantegna. Sarei stato disponibilissimo, ma non mi è arrivata nessuna proposta». Ora forse è un po' troppo tardi per una mostra che si deve inaugurare tra meno di un mese. In ogni caso adesso «Rutelli mi deve dire di sì solo in base alle condizioni del quadro. Mi deve dire se hanno ragione i miei periti o quelli del ministero».