Polemica al vetriolo tra Vittono Sgarbi e il ministero per i Beni e le Attività culturali per il Cristo Morto del Mantegna, capolavoro assoluto del Rinascimento. Il critico, in qualità di presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della morte del Maestro, ha inviato ieri una lettera aperta al vicepremier per denunciare il rifiuto opposto dalla Pinacoteca di Brera al prestito dell'opera per la mostra dedicata al Mantegna, in programma dal 16 settembre al 14 gennaio a Padova, Verona e Mantova. «Respingendo la richiesta - sostiene Sgarbi - lo Stato non solo danneggia la mostra ma rinuncia ad incassare una somma che abbiamo calcolato in circa 3,6 milioni di euro». Secondo il presidente del comitato organizzatore, infatti, il Cristo Morto da solo richiamerebbe 200 mila visitatori in più i quali, pagando un biglietto d'ingresso di 18 euro, determinerebbero la somma stimata, certamente superiore, secondo Sgarbi, «a quella che sarebbe riscossa nella Pinacoteca se il dipinto rimanesse dove si trova». Il critico ha anche ricordato che, nel 2001, in veste di sottosegretario, riuscì ad ottenere da Brera l'affidamento temporaneo dell'opera per un'esposizione a Mantova. «Se anche fosse vero che in cinque anni le condizioni sono peggiorate -, ha aggiunto - nella lettera che ho inviato a Rutelli c'è scritto molto chiaramente che il Comitato che presiedo è pronto a restaurare il dipinto a proprie spese». Tra le esternazioni del critico anche un «Prestiamo le truppe al Libano, ma non prestiamo i nostri dipinti a noi stessi». Non si è fatta attendQre la risposta del Ministero che rende noto che il ministro Rutelli può disporre di potere di indirizzo, ma non intende compiere un gesto di imposizione sovrapponendosi alle valutazioni tecniche dei responsabili della tutela del patrimonio artistico. «La particolare composizione materica dell'opera, una tempera su tela, trasparente, e la sua conseguente estrema fragilità ne impediscono il trasporto per i rischi che potrebbero derivare all'opera pur in presenza di tutte le necessarie ed indispensabili cautele richieste in sede di movimentazione», si era già espresso il direttore generale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico, Bruno De Santis, riportando il parere del soprintendente interessato, in una nota dello scorso 25 luglio.