Vittorio Sgarbi è arrabbiato con la Pinacoteca di Brera e lancia un appello al ministro Rutelli: il museo milanese non presta il Cristo morto del Mantegna alla mostra sul Mantegna per i 500 anni dalla morte, dislocata in tre sedi (Mantova, Padova e Verona) a partire dal 16 settembre. Motivo del «no» espresso dalla soprintendenza di Milano: la tempera su tela è troppo fragile per essere trasportata fino a Mantova. Senza quel quadro, attacca l'assessore alla cultura di Milano, nonché presidente del Comitato per le celebrazioni sul pittore, Io Stato perderà una «barcata» di soldi (ha stimato 3.6 milioni di euro) per mancati visitatori. Si richiama, Sgarbi. alla mostra sui Gonzaga del 2001 che con oltre 630mila visitatori ebbe troppa gente in spazi troppo ristretti. Il critico d'arte si àncora dunque a quel precedente: perché allora il Cristo morto fu prestato. E quindi: perché nel 2001 sì e oggi no? Si è rovinato così tanto? Sgarbi, che già tempo fa ricevette un no secco per un Caravaggio della capitale, non ci sta; da sottosegretario vide il quadro, per lui era in perfette condizioni, parla di «menzogna del funzionario» negatore e propone di farlo esaminare lui a due restauratrici. Ma il ministro risponde: non intendiamo imporci sui tecnici e sul loro parere. Certo è che si ripropone un fenomeno della nostra epoca: a Brera il dipinto non attira folle oceaniche, in mostra sì.