VENEZIA Bruciano. Bruciano tantissimo in città quei Canaletto e quei Tiepolo pronti a prendere la via di Roma. E se il sindaco Massimo Cacciari è pronto a fare la battaglia insieme all'assessore Zanella per far arrivare dopo molte peripezie la collezione Terruzzi a Venezia - «Quella della Zanella - dice il sindaco - è un'ottima idea. Venezia deve avere questa possibilità, ne parlerò con Rutelli»- ieri come un «falco» sulla querelle che rischia di opporre il finanziere lombardo al Comune, è volato il governatore Galan, che ha offerto la candidatura della Regione a ospitare il patrimonio milionario della collezione. Non a scatola chiusa, però. «La Regione è fortemente interessata alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico la cui origine sia riferibile a Venezia spiega Galan nel senso cioè di opere e di autori appartenenti alla civiltà figurativa veneta: ecco perché mi sembra che non si possa restare insensibili di fronte all'eventualità che una così prestigiosa collezione giunga a Venezia». La Regione avrebbe pronto un palazzetto a pochi passi dal Canal Grande, ricco di decori rococò e barocchi, per il quale è già stato stilato un piano di risistemazione. Ma prima, nella migliore tradizione dei mercanti di Venezia, il governatore vuole vedere la «merce». Ovvero, detta in modo più raffinato, propone di istituire una commissione che valuti in modo «terzo» il patrimonio del collezionista. «Se Terruzzi spiega infatti Galan ritenesse interessante affrontare fin da subito la vicenda di cui sopra con la Regione del Veneto, noi, come si suol dire, siamo a disposizione, dal momento che la Regione dispone di una sede prestigiosissima nel centro storico veneziano e che, soprattutto, non ci riesce di accettare passivamente l'idea di assistere a una vicenda che può avere esiti rilevantissimi sul piano culturale per Venezia e per il Veneto. Auspico che Terruzzi sia disponibile anche ad avviare al più presto, mediante un comitato scientifico dall'indiscusso valore, la necessaria valutazione di quali e quante tra le opere della sua collezione debbano trovare 'casa" a Venezia». Un'idea, quella della commissione, suggerita a Galan da due storici dell'arte di chiara fama: Lionello Puppi, professore emerito di Ca' Foscari, e Paola Rossi, ordinaria di Storia dell'Arte moderna, sempre a Ca' Foscari. Spiega Puppi: «Quando mi parlano di 15 Tintoretto o di tutti quei Canaletto io sono meravigliato, tanto da dubitarne: di che Canaletto si tratta? E così è per tutti i nomi che si sono vantati». Il monito è chiaro: perché Terruzzi non ha ancora provveduto a fare un catalogo generale e sistematico dei propri capolavori con un'equipe insindacabile? «La collezione Terruzzi spiega ancora il professore è di formazione abbastanza recente, di straordinaria ricchezza quantitativa, acquisita negli ultimi 40 anni attingendo al mercato più qualificato. Nel momento stesso in cui il collezionista ha intenzione di esibirla al pubblico e chiede di disporre di spazi qualificati sarebbe bene dare un'informazione precisa sui propri capolavori». E se la collezione, avverte Puppi, «è come vedremo che sia», «merita uno spazio altrettanto nobile, magari da recuperare: con l'occasione l'opera sarebbe doppiamente meritoria. In questo Venezia è stata un pochino distratta, poteva intavolare una trattativa un po' più attenta». Però c'è un però. O meglio, una proposta: «Perché non sistemare la collezione in un palazzo di uno dei tanti centri storici italiani che non sono da meno di Roma, Milano, Firenze o Venezia? si chiede Puppi Questi centri sono ormai devastati dal turismo di massa in modo inaccettabile, perché affannarsi a portare lì la collezione quando città come Padova o Perugia potrebbero accoglierla con tutti gli onori?». Terruzzi lo sappia: se Roma non va e Venezia perde il treno, c'è pronta Treviso.