ROMA. Non perde occasione il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, per mettere in difficoltà il sindaco di Roma, Walter Veltroni. Questa volta l'altolà del leader della Margherita al diessino riguarda il contributo di soggiorno. Ovvero la tassa che il Comune di Roma vorrebbe impone ai visitatori della Capitale. Un euro a notte per ogni stella dell'albergo in cui si dorme. Che alla fine porterà nelle casse del Campidoglio qualcosa come 30 milioni di euro l'anno. L'idea, nata dalla mente dell'assessore capitolino al Bilancio, Marco Causi, fa il palo con il ticket d'ingresso" ipotizzato dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, per acquisire risorse da riutilizzare nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico della città lagunare. Ma a Rutelli entrambe le proposte non piacciono. Tanto che ha annunciato per il 19 settembre un vertice a Palazzo Chigi con il comitato delle politiche turistiche nazionali. «Da sindaco di Roma», puntualizza il ministro, «mi sono formato un'opinione contraria alle tasse turistiche differenziate da territorio a territorio. Siamo un Paese dall'offerta piuttosto complessa, senza grandi catene alberghiere e senza capacità di offrire accoglienza sull'intero territorio. Inserire allora un elemento di ulteriori complessità, con una tassazione legata ai territori», sottolinea Rutelli, «può essere un ulteriore svantaggio competitivo per i nostri operatori turistici». Così come in più d'una occasione hanno denunciato le categorie. «Agire in ordine sparso è un contributo al disordine e a diffondere un'immagine dell'Italia in cui in ogni luogo il turista non sa cosa l'attende», tuona Amedeo Ottaviani, commissario dell'Enit, l'agenzia nazionale del turismo. «Rischiamo così un'autentica giungla di imposte e gabelle. Ne dobbiamo discutere a livello cli Stato, Regioni ed Autonomie locali». LE IMPOSTE ESISTENTI In realtà un ticket già esiste a Bologna, dove il sindaco Sergio Cofferati ha imposto la gabella di cinque euro per visitare alcune zone del centro storico. E poi alle isole Tremiti e alle isole Eolie, dove finora si paga solo un euro, che potrebbero diventare 5 entro il prossimo anno e 10 fra due. Per non parlare del versante altoatesino del Passo Rombo, dove chi transita sul lato austriaco paga 13 euro, importo destinato per il 20 alle casse della Provincia di Bolzano. Il ministro dei Beni Culturali, comunque, ha da ridire un po' su tutte le proposte che sono state fatte ultimamente da governatori, sindaci e assessori di città a vocazione turistica. C'è il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, che ha preso di mira seconde case costiere, mega-yacht e aerei privati costringendo i vacanzieri ad una tassa d'attracco e di atterraggio. C'è il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha annunciato che da gennaio 2007 sarà introdotta in via sperimentale la "pollution charge", ovvero un pedaggio d'accesso alla città, direttamente proporzionale alle emissioni inquinanti, che dovranno sborsare tutti gli automobilisti. Un'iniziativa, questa, che conta sull'appoggio di Legambiente. Ma che pure pare non piaccia molto al ministro Rutelli, nonostante i suoi trascorsi di verde. Verdi che hanno accolto di buon occhio l'idea dell'assessore al Bilancio di Verona, Giancarlo Frigo, di tassare i turisti per cercare nuove fonti di finanziamento per il Comune. «La tariffazione per accedere a città o territori, il cosiddetto "road pricing", già in vigore per entrare nel centro di Londra con l'automobile», puntualizza Rutelli, «è un tema che deve essere regolato con tariffe differenziate caso per caso». Mettere una tariffa d'ingresso al centro di Rimini, ha spiegato il ministro, non avrebbe senso, «si verrebbe inseguiti dai forconi, perché è un luogo dove l'organizzazione di massa del turismo, ancorché un turismo di qualità, è la carta vincente". Altro sarebbe invece metterla per accedere «a San Gimignano, un piccolo borgo molto di moda, dove arrivano migliaia di pullman turistici e auto private. Tocca agli enti locali organizzare il sistema per regolamentare questa situazione". Quanto ai prezzi d'accesso alle aree archeologiche e ai musei, il ministro lascia carta bianca agli amministratori: «Non possono che essere differenziati in funzione delle esigenze del posto», sostiene spiegando che «il ticket per gli Uffizi non può essere lo stesso di quello per accedere all'area archeologica di Vulci«. BALZELLI D'ITALIA Un euro a notte per ogni stella dell'albergo in cui si dorme. L'idea di proporre una tassa d'ingresso nella capitale che alla fine potrebbe portare nelle casse del Campidoglio qualcosa come 30 milioni di euro l'anno è dell'assessore romano Marco Causi. Ma Rutelli si è detto contrario IL TICKET D'INGRESSO Si pagano già cinque euro per accedere ad alcune zone del centro di Bologna, alle isole Eolie (1 euro che dovrebbero diventare 5 entro il prossimo anno e 10 fra due), al Passo Rombo (13 euro), alle Isole Tremiti (1 euro) LE PROPOSTE Stanno pensando di introdurre una tassa d'ingresso peri turisti diversi comuni. Il sindaco di Milano Letizia Moratti, 34 euro, e di Napoli hanno proposto dei biglietti antinquinamento. Bergamo sta valutando una tassa di ingresso alla Città Alta. Capri vuole limitare il turismo mordi e fuggi. Ponza (3 euro) e Venezia non restano a guardare. A Firenze si pensa ad un progetto esteso alle vicine Pistoia e Prato. TASSA SUL LUSSO Il governatore della Sardegna, Renato Soru, ha introdotto una tassa sugli yacht che intendono attraccare sull'isola, sugli aerei privati e le seconde case TASSA SUL SOGGIORNO A Verona si vuole reintrodurre un'imposta per tutti i turisti che soggiornano in città. Mentre Roma vorrebbe introdurre una tassa di soggiorno di un euro a stella. Che alla fine porterà nelle casse del Campidoglio qualcosa come 30 milioni di euro l'anno. L'idea, nata dalla mente dell'assessore capitolino al Bilancio, Marco Causi, fa il paio con il "ticket d'ingresso" ipotizzato dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, per acquisire risorse da riutilizzare nella tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico della città lagunare
Ticket sul turismo a Roma. Rutelli contro Veltroni
Il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, ha espresso la sua opposizione a una tassa sul soggiorno per i turisti in Roma, che potrebbe portare nelle casse del Comune di Roma 30 milioni di euro all'anno. Rutelli ha affermato che la tassa sul soggiorno potrebbe essere un ulteriore svantaggio competitivo per i nostri operatori turistici e che la tariffazione per accedere a città o territori, il cosiddetto "road pricing", deve essere regolata con tariffe differenziate caso per caso. Il ministro ha anche criticato altre proposte di tasse sul turismo, come la tassa sul lusso introdotta dal governatore della Sardegna, Renato Soru, e la "pollution charge" proposta dal sindaco di Milano, Letizia Moratti.
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