ISERNIA. Scavi di Sant'Ippolito, in programma un intervento di riqualificazione in tandem tra Asrem e Soprintendenza dei beni archeologici. L'area in questione, situata tra i casotti d'ingresso dell'ospedale Veneziale e l'imbocco per il parcheggio, ospita dei rinvenimenti di un complesso termale di epoca romana e dei resti di mura di origine medievale. Le prime scoperte risalgono agli inizi degli anni Ottanta. La zona era già stata oggetto, in passato, dell'attenzione della Soprintendenza, che vi aveva fatto realizzare delle tettoie di copertura per proteggere e meglio conservare il sito. È di pochi giorni fa la proposta che la Soprintendenza ha presentato all'Asrem Zona territoriale di Isernia per una collaborazione allo scopo di realizzare alcuni nuovi interventi di consolidamento. Si parlerebbe di rendere più stabile il lato superiore della struttura, che da sugli edifici ospedalieri. Non solo. Il progetto porterebbe ad una visibilità maggiore degli scavi, anche grazie all'utilizzo di lastre in vetro antisfondamento poste ai lati dell'area archeologica. Una bozza del progetto sarebbe stata presentata al direttore dell'Asrem, il dottor Renato Gamberale. Tutti i lavori verrebbero portati acompimento con maestranze della stessa Soprintendenza. All'ex Asl toccherebbe solo cofinanziare l'opera. Il bilancio stimato sarebbe di circa centomila euro. Per poter reperire la somma, però, PAsrem vorrebbe chiamare in causa anche l'amministrazione comunale. Pare ci sia già stato un approccio tra i dirigenti della Zona territoriale pentra e l'assessorato dei Lavori Pubblici, che fa capo a Vincenzo Bizzarro. Un'iniziativa sicuramente interessante e lodevole, che solleva, tuttavia, alcuni interrogativi. Ad esempio, potrebbe essere utile da cosa nasca una simile idea. L'area, infatti, risulta già essere stata interessata da alcuni lavori di consolidamento, promossi proprio dalla Soprintendenza dei beni archeologici ed appaltati ad una ditta pentra. Come si può leggere dal cartello esplicativo, i lavori (dal budget di 63.000 euro) sarebbero iniziati nel 2005 e dovrebbero essersi conclusi nel gennaio dell'anno corrente. In effetti la tettoia che protegge gli scavi appare ritinteggiata di fresco, ma le reti di protezione non sono ancora state rimosse. Dunque non sono assolutamente visibili. Perché un altro intervento? E perché la Soprintendenza ricorre all'azienda sanitaria, per di più per un sito che non riveste poi un interesse così notevole, invece di occuparsi personalmente della questione? Forse a breve si potranno avere delle risposte: la Uil Beni culturali, che da tempo si pone domande sulla gestione dei beni archeologici, annuncia di avere in programma una conferenza stampa in cui saranno presentati numerosi punti caldi che riguardano il panorama del settore in Molise.
Asrem e Soprintendenza a braccetto
In Iserna, gli scavi di Sant'Ippolito sono in programma per un intervento di riqualificazione tra Asrem e Soprintendenza dei beni archeologici. L'area ospita un complesso termale romano e resti di mura medievali. Le prime scoperte risalgono agli inizi degli anni '80. La Soprintendenza ha presentato una proposta per una collaborazione con l'Asrem per realizzare interventi di consolidamento, tra cui rendere più stabile il lato superiore della struttura e aumentare la visibilità degli scavi con lastre in vetro antisfondamento. Il progetto è stimato a circa 100.000 euro, di cui 63.000 euro coperti dall'Asl.
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