Tra le cose da fare, appena rientrati dalle vacanze, quest'anno c'è un impegno in più. Tra i teli da mare perennemente umidi da stendere, i costumi da sciacquare e il frigo da rifornire, tocca accendere subito il computer, non soltanto per leggere la posta, ma soprattutto per collegarsi al sito www.turistiprotagonisti.it. Iniziativa della presidenza del consiglio dei ministri, porta la firma di Francesco Rutelli, vicepremier con delega al turismo e ministro per i beni e le attività culturali. Il ministro vuole «migliorare il turismo in Italia», si legge nella presentazione della web consultazione, e il sito «intende raccogliere esperienze e suggerimenti» degli italiani al ritorno dai loro viaggi all'estero per capire che cosa li ha spinti a gettare cuore e portafogli oltre i confini. Certo, «il nostro paese è ancora campione del mondo per bellezza, cultura e paesaggio» ma, ammette il ministro, «purtroppo, a partire dagli anni 70, ha perso molte posizioni per quanto riguarda capacità di attrazione e organizzazione dell'ospitalità». Quindi ci tocca «cercare di vincere la sfida che abbiamo davanti: ritornare a essere, anche nel turismo, i campioni del mondo». Rutelli, dunque, va a lezione di turismo, spulciando tra le cose più efficienti riscontrate nelle nostre vacanze all'estero. Il turista Max per rispondere alle domande del ministro («Perché avete preferito certe destinazioni estere piuttosto che altre? Che cosa avete trovato di nuovo e di migliore rispetto all'Italia? Quali esperienze alberghiere e organizzative meritano di essere considerate? Quali servizi, divertimenti e opportunità vissute durante il vostro viaggio vorreste che fossero patrimonio anche del nostro sistema turistico?») si è spinto fino alla lontana Australia. Per scoprire che da quelle parti «sono organizzati bene, le persone in generale sono molto più gentili che in Italia, in città ci sono molte piste ciclabili, le strade sono molto molto più pulite e gli uffici del turismo funzionano molto meglio che da noi. Ci sono molti più bedbreakfast e il turista viene vissuto come un valore da preservare e non da sfruttare». È bastato qualche chilometro in meno, invece, a un anonimo viaggiatore per scoprire «convenienza e qualità» a portata di mano: «Quindici giorni su un'isola greca del Dodecaneso, mare stupendo, prezzi convenienti per vitto, alloggio, servizio spiaggia e mai incontrati speculatori grazie alla polizia turistica locale che vigila seriamente». Anonimo, ma comune a tutti gli italiani che hanno voltato le spalle al Belpaese con un occhio al portafogli, il grido di dolore: «A me l'Italia piace e tanto ma spesso per una settimana si rischia di spendere di più che andare all'estero con un viaggio aereo». A un altro turista protagonista, invece, è bastato mettere il naso appena oltreconfine per scoprire «il personale di una gran gentilezza» della Carinzia. Prezzi più convenienti, accoglienza e qualità delle strutture alberghiere sono i motivi che spingono gli italiani lontano da mare nostrum, musei, monumenti e spaghetti tricolore. Ma c'è anche chi è partito infilando in valigia un sogno più particolare. Saverio Sani, turista speranzoso, sceglie la Corsica «perché là, come nella quasi totalità dei paesi europei, è possibile praticare il naturismo». Al ritorno spera di trovare «la bella sorpresa», ovvero che sia stata accolta «la proposta di legge Grillini», l'esponente dei Ds e presidente onorario dell'Arcigay. Insomma, un tempo eravamo turisti per caso, oggi siamo tutti turisti protagonisti.