La dirigente dei Beni Culturali conserva gli incarichi piemontesi a cominciare dal completamento di Venaria CARLA Enrica Spantigati, dal '95 responsabile del Patrimonio storico artistico del Piemonte, è la nuova soprintendente dei Beni Artistici di Milano con competenze dirette su Brera. Assumerà l'incarico ai primi di settembre, continuando però a operare con lo stesso ruolo negli uffici di Palazzo Carignano. Un incarico ad interim, quello milanese, che dovrebbe scadere a fine 2007, quando è previsto le succeda il vincitore del concorso per dirigenti del ministero che si sta svolgendo in questi mesi a Roma. Ma il condizionale è d'obbligo, perché la sua nomina potrebbe divenire definitiva. Nata ad Alessandria, entrata nel '76 nei Beni Culturali, Spantigati ha sempre operato solo in Piemonte, occupandosi tra l'altro proprio della presenza degli artisti lombardi sul territorio regionale. Tra i progetti di cui si è occupata, il primo riallestimento della Galleria Sabauda e la messa a punto della Gipsoteca di Leonardo Bistolfi a Casale Monferrato. Direttore scientifico dal2004delCentrodi Restauro della Venaria, ha portato a compimento questa estate il recupero di Villa della Regina, la cui inaugurazione ha costituito l'occasione, lo scorso 7 luglio, della prima visita del ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli a Torino. Al momento è impegnata nel completamento del recupero della Reggia di Venaria e nel trasferimento della Galleria Sabauda nella nuova sede torinese di Palazzo Reale, che sarà completato in tempo per le celebrazioni del 2011. Impegni questi che non le impediranno di operare in una realtà di primo piano come quella milanese. «Ho saputo della nomina a fine luglio, poco prima di partire per le ferie: ne sono soddisfatta oltre che onorata, lo ritengo un riconoscimento di quanto ho portato avanti finora» dice Spantigati. Che non pare troppo spaventata per la mole di lavoro che l'attende: «Per il momento tengo tutto, Milano è un'aggiunta a Torino, ma che aggiunta.... Devo dire che da tempo intrattengo ottimo rapporti con gli ambienti milanesi e conosco il tessuto culturale della città, ho molta voglia di confrontarmi con le sue realtà, dai musei ai grandi progetti anche se non privi di problemi, come la Pinacoteca di Brera e il suo futuro ampliamento, di cui si discute da anni. Ma di sicuro intendo proseguire in tutte le attività piemontesi, senza trascurare nulla. In questo momento poi sono in corso grandi progetti che seguo da tempo». Quali le priorità tra Torino e la Regione? «Penso alla grande mostra sui Savoia e la vita di corte che inaugurerà nell'autunno del 2007 la Reggia di Venaria: una mostra con prestiti importanti anche da musei stranieri, di cui curo il coordinamento scientifico. E penso al trasloco della Galleria Sabauda dal Palazzo dell'Accademia delle Scienze alla manica nuova di Palazzo Reale, che dovrà essere terminato in vista del 2011. Per quell'anno si dovrà poter accedere alla nuova Sabauda». Spantigati elenca poi Palazzo Carignano, per cui sono previsti il completamento dei lavori di restauro e nuovi allestimenti museali, l'Armeria Reale, Villa della Regina che deve decollare come centro per il Catalogo dei Beni culturali piemontesi. «Certo, potrebbe sembrare impossibile occuparsi di tutto, ma si tratta di un impegno sul metodo e sulle scelte operative. Potrò contare poi su strutture che funzionano, su collaboratori e personale qualificati in entrambe le città». Ma come si dividerà tra due realtà così significative, che richiedono comunque una presenza costante? «Non è un fatto di quantità, il desiderio è di riuscire a contemperare le esigenze delle due diversi sedi occupandosi di progettazione, responsabilità, garanzia di un'attività di soprintendenza nel vero senso della parola. Ci saranno anche progetti comuni». E' un momento questo in cui sempre più si parla di sinergie tra Torino e Milano, anche in campo culturale. Si inserisce in questo quadro la nuova nomina? «Non direi, quelle riguardano piuttosto le amministrazioni municipali, io mi riferisco a strutture legate al Ministero. Penso per esempio al Centro di Restauro di Venaria, in questo momento il polo principale del settore per il Nord Italia: potrà divenire con il corso di laurea quinquennale che decollerà il prossimo autunno un punto di riferimento anche per la Lombardia».