Paese sotto choc, Indaga l'investigatore che sgominò i terroristi di «17 novembre» È un'onta insopportabile per la laica Grecia, dove la religione è anche politica, e le sue tradizioni sono più radicate e rocciose di qual-siasi fede di partito. Rubare l'icona della «Vergine con bambino», custodita nel monastero di Elona, nel cuore dell'Arcadia, e ritenuta un simbolo miracoloso della potenza dell'ortodossia e della resistenza contro i dominatori turchi, è un affronto più grave di una dichiarazione di guerra. Le divisioni svaniscono, lo sdegno è unanime. Non stupisce quindi che un intero Paese, svegliato dal letargo delle vacanze di agosto, sia mobilitato nella caccia ai ladri, con blocchi stradali, minuziosi controlli in porti e aeroporti, pioggia di volonterose segnalazioni che intasano i centralini della polizia. Ed è quasi normale che il pope del villaggio profanato celebri la messa domenicale supplicando la Vergine di proteggere se stessa e di far tornare al monastero di Elona, con un prodigioso intervento, la sua immagine: una delle più preziose icone greche di tutti i tempi. Un oggetto di dimensioni modeste (40 per 50), ma ammantato di poteri soprannaturali. Perché la tradizione vuole che a quel quadro, esposto una volta all'anno in occasione dell'Assunzione di Maria, si debba l'accecamento di un commando turco che, al crepuscolo della dominazione ottomana, osò profanare il monastero. Credenze che hanno cementato la convinzione che la Vergine di quell'icona possa compiere miracoli. Sono migliaia le teche votive che le vengono portate ogni anno. La storia di questo furto su commissione non è diversa da tante altre. Gli abili esecutori sono sicuramente professionisti, che hanno agito per conto di qualche avido privato. Di solito, l'icona originale della «Vergine con bambino», datata 1300, viene esibita per due giorni, in occasione del ferragosto, e subito sostituita con una copia. Stavolta l'esposizione dell'originale si è protratta. I ladri lo sapevano. Si sono nascosti nel monastero, che domina un picco roccioso e che è considerato una gemma del Peloponneso, e venerdì all'alba hanno infranto una vetrata e si sono calati nella chiesa, impossessandosi del prezioso dipinto protetto da una guaina d'argento. Probabilmente, prima che le quattro monache di clausura di Elona si accorgessero del furto, hanno cercato di allontanarsi. Quando è scattato l'allarme, era probabilmente troppo tardi. Anche se l'eccezionale mobilitazione popolare potrebbe rivelarsi preziosa. È scontato che l'icona, che tutti i greci conoscono e venerano, non possa finire sul mercato. È assai più probabile che si trovi già fra i pezzi più rari di una collezione privata. Da sempre la Grecia viene sistematicamente depredata dei suoi tesori. Ma negli ultimi tempi sono aumentati i furti di oggetti sacri, e in particolare di icone. Tre mesi fa scese ad Atene il comandante del nucleo dei nostri carabinieri che si occupa del recupero di opere d'arte, e che è ritenuto tra i più esperti ed efficienti d'Europa. L'alto ufficiale, durante una conferenza alla Scuola archeologica di Atene diretta dal professor Emanuele Greco, ha raccontato che numerosi dipinti rubati vengono tagliati a pezzi. nroorio oer cercare di impedirne l'identificazione, per essere poi immessi sul mercato. Soltanto una minuziose anagrafe (anche fotografica) delle opere d'arte può contribuire ad aumentare la possibilità di un recupero. Ma per la «Vergine con bambino», viste le dimensioni, è impossibile immaginarne uns profanazione a scopo commerciale. «Spere che sia nelle mani di un privato che la preservi», ha detto il metropolita. Per cercare l'icona si è mosso il vicecapo della polizia greca, Stelios Siros, un investigatore assai noto. Fu uno dei protagonisti dell'indagine che portò allo smantellamento del gruppo terroristico «17 novembre», uno dei più misteriosi e longevi d'Europa. Nessuno dei suoi membri fu individuato per circa un quarto di secolo. Poi, quasi alla vigilia delle Olimpiadi, fu smantellato. A Leonidio, dove si trova il monastero di Elona, è stato proclamato il lutto cittadino. Aboliti la tradizionale fiera e il festival di mezzo agosto.il paradiso dell'Arcadia, luogo di piaceri e di misteri ha riacceso, in qualche intellettuale, la curiosità sul segreto di un quadro del Quercino, «Et in Arcadia ego», quasi un rebus pluricentenaric che riguarda il significato di quel titolo, che si disse commissionato dal Priorato di Sion. Ma la dinastia dei Merovingi, Maria Maddalena e Dan Brown non c'entrano con il furto che turba tutta la Grecia.