L'ARTE NEGATA Totaro (Cgil) conferma quanto detto da Spinosa: nessun accordo se non saranno pagati gli straordinari del 2005 NAPOLI. Dopo i disservizi di queste settimane, i musei potrebbero restare chiusi per la Notte Bianca. A confermare l'allarme del Sovrintendente Nicola Spinosa è la Cgil: il Comune non ha ancora pagato gli straordinari dell'edizione 2005. NAPOLI. Una Notte Bianca "mutilata" è quella che si prospetta per il prossimo settembre a Napoli. L'apertura dei musei cittadini fino a tarda ora, infatti, è a rischio, se il Comune non pagherà al personale gli straordinari per l'edizione 2005. Lo conferma Pasquale Totaro, rappresentante sindacale della Cgil per il polo museale napoletano, che ribadisce quanto il soprintendente Nicola Spinosa aveva detto nell'intervista al "Roma": i lavoratori aspettano il pagamento degli extra, come aveva promesso Palazzo San Giacomo. Dopo i disservizi per i turisti che si stanno registrando in queste settimane, con chiusure a sorpresa di musei e intere sale non ac-cesibili ai visitatori, anche il grande evento di settembre rischia di fare le spese di una cattiva gestione del patrimonio artistico. La questione si deciderà nelle prossime settimane, quando le parti sociali si riuniranno per definire l'organizzazione dell'evento. «Aspettiamo aperture da Comune e Regione - spiega Totaro - cercheremo di trovare un accordo. Ma se decideremo di tenere chiusi musei e luoghi dell'arte quella sera, di certo non lo faremo a cuor leggero. Però non possiamo dire ai lavoratori "per ora accettiamo, poi per il pagamento degli arretrati si vedrà"». L'apertura dei musei di Capodimonte, San Martino, Pignatelli e della Villa Floridiana, dunque, è a rischio per la sera del 30 settembre. Se l'amministrazione cittadina non darà garanzie, custodi e guide delle principali esposizioni cittadine diranno di no all'apertura programmata fino alle 23. E così nella serata che vedrà protagonisti musica e tradizioni, spettacoli, artigianato e commercio, i napoletani e quanti verranno appositamente in città per partecipare all'evento straordinario, potrebbero non poter ammirare i capolavori custoditi nelle gallerie cittadine. La vertenza che vede contrapposti lavoratori museali e Comune è non facile da portare a conclusione. Anche perché quelli della scorsa Notte Bianca non sono gli unici extra che i dipendenti aspettano. E da ben due anni, infatti, che i lavoratori non sono pagati per le aperture straordinarie: a loro il Comune di Napoli deve, per gli extra a partire dal 2004, circa 50 milioni di euro: straordinari per le aperture nelle principali festività, o per manifestazioni volute e sponsorizzate da Palazzo San Giacomo. Ai questi soldi si aggiungono quelli dovuti da Regione ed Ept per le aperture straordinarie di Natale, primo gennaio e lunedì di Pasqua. Oltre ad avercela con le amministrazioni locali, i lavoratori del polo museale puntano il dito anche contro il ministero per i Beni culturali: le risorse per i luoghi dell'arte sono insufficienti. È questa la ragione, affermano, dei disservizi che si stanno registrando in queste settimane a Napoli. «La responsabilità è anche dei sindacati - aveva affermato Spinosa nell'intervista - che pretendono ferie per tutti solo ad agosto». «Non sono d'accordo - ribatte Totaro - le ferie sono spalmate su due mesi, luglio e agosto. Il vero problema è la carenza di organico: infatti i disservizi, che sono maggiori in estate, si registrano tutto l'anno. Spesso il personale deve rinunciare anche al riposo settimanale». È dal 1986 che non ci sono più assunzioni nel settore dei beni culturali. Anche chi va in pensione non è rimpiazzato da nuove leve. «Nei mesi estivi - prosegue il sindacalista - ci sarebbe bisogno di un incremento del 25 per cento delpersonale. C'è carenza anche di tecnici: architetti, geometri, restauratori».