Il campanello d'allarme fu la grande festa per lo scudetto della Roma, nel giugno 2001. Prima d'allora, il Circo Massimo e il Palatino non avevano subìto assalti così pericolosi. Contro gli spettacoli e i raduni senza regole nel catino dell'ex valle Murcia, tuonò il soprintendente ai Beni archeologici dell'epoca Adriano La Regina, preoccupato anche per l'incolumità fisica delle orde di tifosi saliti a festeggiare fin sopra i tetti degli antichi edifici e le impalcature. Poi nel marzo 2002 c'è stato il megaraduno della Cgil, tutti in piazza contro il Governo Berlusconi, nel 2003 l'appuntamento finale del corteo nazionale per la Pace, "Fermiamo la guerra". E poi le celebrazioni per i 229 anni delle Fiamme Gialle, altri raduni politici e concerti (Glocal forum, Cornetto free music festival, Live 8 Sos Africa). Qui hanno dormito i pellegrini arrivati da ogni parte per assistere ai funerali di Giovanni Paolo II, qui un mese fa una folla immensa, un milione di persone, ha festeggiato gli azzurri campioni del mondo. Eventi straordinari, cui spesso ha fatto da cornice e contenitore il Circo Massimo. L'ultimo Sos è stato dell'attuale soprintendente ai Beni archeologici, Angelo Bottini, non a caso dopo la festa per la vittoria dell'Italia in Germania. Di nuovo cancelli divelti e tifosi sui monumenti antichi. Prese carta e penna, Bottini: «Il Circo Massimo non è adatto. Così il Palatino è a rischio», scrisse. «Non c'è stato nessun danno per il Palatino, ma si è dovuto far ricorso alla forza pubblica per allontanare le persone che hanno invaso le strutture antiche che sorgono lungo le pendici del colle e, nonostante tutto, con scarso successo», ancora il soprintendente, che chiese una riflessione più generale sull'uso dell'area del Circo Massimo per le grandi manifestazioni pubbliche e sulle ripercussioni che questo può avere sull'area archeologica del Palatino. Riflessione che ora è in corso, e che rende il soprintendente più ottimista: «Ora che le istituzioni hanno cominciato a lavorare tutte assieme, e che c'è un progetto di recupero del Circo Massimo». Non crede Bottini che lavorando assieme, qualcuno poi remi contro in occasione di eventi a rischio per l'antico colle di Roma. «Abbiamo approvato il progetto sulla sistemazione del Circo Massimo - ancora Bottini - C'è il problema di decidere il destino di via dei Cerchi, sarebbe importantissimo creare un collegamento tra il Circo e il Palatino, e così ripristinare l'idea che il primo fosse funzionale all'esistenza del secondo. Funzionalità, che ora non si vede. Un discorso più generale, riguarda la sistemazione di tutta l'area centrale, e sta a cuore a tutti». L'allarme è rientrato, ma questo non vuol dire che l'area diverrà off limits. Anzi. «Il Circo Massimo? Finché è così - conferma Borgna - con tutte le accortezze del caso, si può usare ancora per feste e concerti. Anche il progetto per ora non preclude queste iniziative, purché calibrate, dimensionate. Un domani dovesse diventare un monumento, un'area archeologica...». Tutti d'accordo: le iniziative di massa continueranno a svolgersi al Circo Massimo. «Cerchiamo di restituire l'antica spazialità - chiude l'architetto Ingrao - senza perdere uno dei pochi parchi urbani rimasti in centro. E senza inutili recinzioni».
Circo Massimo. Spettacoli, feste e concerti: da millenni "in prima linea"
Il Circo Massimo è stato il luogo di numerosi eventi straordinari, tra cui lo scudetto della Roma nel 2001, il megaraduno della Cgil nel 2002, il corteo nazionale per la Pace nel 2003 e le celebrazioni per i 229 anni delle Fiamme Gialle. Tuttavia, gli eventi di massa hanno causato preoccupazioni per l'incolumità fisica delle persone e per la sicurezza degli edifici antichi. Il soprintendente ai Beni archeologici, Adriano La Regina, ha chiesto una riflessione sull'uso dell'area del Circo Massimo per le manifestazioni pubbliche.
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