Coinvolgere i cittadini nelle scelte sul futuro del Colle Oppio e della Domus Aurea. È la proposta del capogruppo di An in consiglio comunale Marco Marsilio. «Il ministro Rutelli - ha detto Marsilio - torna in questi giorni a presentare al pubblico i progetti per la futura sistemazione del parco di Colle Oppio e della Domus Aurea. È bene ribadire che questi progetti devono essere portati alla conoscenza dei cittadini non solo attraverso interviste ai quotidiani, ma presentando progetti o proposte progettuali nelle sedi competenti (Comune e Parlamento), per sottoporli a una discussione aperta e democratica con tutte le forze politiche; ma soprattutto devono essere aperti tavoli di confronto e discussione con i cittadini residenti e utilizzatoli del parco». Secondo l'esponente di An, «non deve infarti essere dimenticata la natura del parco di Colle Oppio, che non è soltanto un parco archeologico (purtroppo mantenuto malissimo), ma è anche un giardino pubblico, un polmone verde nel cuore del centro storico, che serve i pochi rioni storici tuttora popolati e abitati da "gente normale" e non solo da uffici, negozi e banche. Nel parco e intorno al parco sono nate nel corso degli anni tante associazioni culturali, ricreative, sportive, comitati di vario genere, per non parlare della presenza del centro anziani, del centro giovanile salesiano e di altre attività con le quali bisogna assolutamente dialogare per trovare soluzioni progettuali condivise. Non vogliamo che Colle Oppio divenga un recinto per soli archeologi e addetti ai lavori, aperto al massimo ai turisti ma sottratto ai cittadini. Vogliamo - ha aggiunto Marsilio - che ai tesori dell'archeologia, finalmente restaurati e messi in sicurezza, si unisca un giardino verde frequentabile dalle mamme, dai bambini, dai nonni, dai giovani, dagli sportivi, dai possessori di cani, aperto anche ad attività culturali e di socializzazione di cui il triangolo Esquilino-Monti-Celio ha un gran bisogno». A Marsffio fa eco il suo compagno di partito, e di consiglio comunale Fabio Schiuma: «Ormai è sempre più evidente che il vicepremier Rutelli abbia scelto il ruolo di ministro dei beni culturali solo per una partita tutta interna al centro sinistra tra Ds e Margherita e per antagonismo personale con il suo successore Veltroni: a rimetterci è solo la Capitale e il resto del paese, quasi dimenticato dall'attuale ministro stesso. È una partita che offende i romani che vedono i loro reali problemi, traffico, smog, scuole, tra gli altri, sempre più dimenticati a favore di contrasti partitici e concerti di piazza».