Come cambia la città. Dieci grandi architetti ideano il Museo d'arte nuragica e contemporanea La Regione, in accordo col Comune, ha bandito un concorso internazionale di progettazione per un progetto da 40 milioni di euro. Sarà, intanto, «un eccezionale oggetto architettonico». Un edificio-cartolina come l'Opera house di Sidney, il Guggenheim museum di Bilbao, il Beaubourg di Parigi, i palazzi di Gaudi di Barcellona. Di quelli da mettere sullo sfondo nella foto ricordo della visita a Cagliari. Ma sarà, soprattutto, il contenitore della storia dell'Isola, delle testimonianze dell'età nuragica, delle opere contemporanee. Sara un laboratorio, un luogo di incontro, di confronto. Si chiama Betile il Museo regionale d'arte nuragica e d'arte contemporanea del Mediterraneo che entro quattro anni sorgerà a Sant Elia, davanti al mare e al parcheggio "a cuore" dello stadio Sant'Elia. Un'area di otto ettari concepita per ospitare migliaia di auto, oggi superflua. Da riqualificare. Il simbolo. Betile, che occuperà 12 mila metri quadri, sarà anche uno dei simboli, certo il più importante, della riqualificazione di Sant'Elia, la metafora del pentimento, la catarsi di un colle bellissimo devastato da amministratori ciechi. Betile sorgerà in un quartiere che avrà un nuovo porticciolo, uno spazio grandi eventi, una passeggiata dal Capannone Nervi al Lazzaretto. E dove forse non ci saranno più i casermoni, i palazzi Del Favero, una ferita che Comune e Regione studiano come rimarginare. 40 milioni. Per realizzare il museo Viale Trento ha messo sul piatto 40 milioni di euro. Ma soprattutto ha bandito un concorso di progettazione internazionale al quale hanno partecipato mostri sacri dell'architettura mondiale. Delle 116 manifestazioni di interesse arrivate all'assessorato ai Beni culturali della Regione, ne sono state selezionate 10. Dieci studi tra i più prestigiosi del mondo che in questi mesi e in queste ore vivono a Cagliari, ne respirano l'aria, studiano la storia della città e lavorano - assieme ad architetti locali - per presentare entro il 27 settembre un progetto che lasci il segno. A firmare l'edificio-simbolo sarà uno tra Massimiliano Fuksas (Peace Center a Jaffa), Jean Nouvel (coprogettista degli edifici che sostituiranno le torri ge-nelle a New York), Zana Hadid (Business Bay Tower, Dubai), Jacques Herzog e Pierre de Meuron (conversione della Bankside Power Station sulla riva sud del Tamigi, a Londra, in una nuova Galleria di Arte Moderna per il Tate Museura), Francesco Garofalo, Mutti Architetti, Ajn Ateliers, Obr-Kengo Kuma, Goncalo Nuno Pinheiro De Sousa Byrne, Giampiero Lagnese, Studio Archea. Mostri sacri, matite in grado di creare opere che faranno parlare di Cagliari nel mondo. LE STATUE DI CABRAS. Il nucleo iniziale del museo sarà un gruppo di grandi statue dell'ottavo secolo trovate a Monti Prama, vicino a Cabras, e attualmente in corso di restauro. L'edificio avrà sale espositive, locali multimediali, laboratori, sala conferenze, libreria, mediateca, atelier, aree ristorazione e spazi «dove il visitatore sarà informato sulla geografia dei luoghi di presenza nuragica in Sardegna e nel Mediterraneo». LA RIGENERAZIONE. Sarà - è scritto nelle linee guida allegate al bando di concorso - un motore della rigenerazione urbana della città di Cagliari, un punto di riferimento paesaggistico del Golfo degli angeli.
SARDEGNA: Betile e la rinascita di Sant'Elia
La Regione e il Comune di Cagliari hanno bandito un concorso internazionale per progettare il Museo d'arte nuragica e contemporanea La Regione, con un budget di 40 milioni di euro. Il museo sarà un edificio eccezionale e simbolico, che ospiterà le statue nuragiche trovate a Monti Prama e opere contemporanee. Il progetto sarà realizzato da uno dei 10 studi selezionati, tra cui mostri sacri dell'architettura mondiale. Il museo sarà un laboratorio e un luogo di incontro, e sarà situato in un quartiere in via di riqualificazione, con un nuovo porticciolo e spazi per eventi. Il progetto sarà un motore della rigenerazione urbana della città di Cagliari.
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