II soprintendente Spinosa: a Roma Veltroni paga gli straordinari per i musei civici e statali, e comunque Napoli non offre nulla ai visitatori. NAPOLI: «Arte negata, colpa della Iervolino» Napoli. La chiusura straordinaria dei musei mercoledì scorso «non è il più grave dei disagi per i turisti a Napoli» . Così come la limitazione degli accessi, ad orari e su prenotazione, in alcune sale. Parola del soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Napoli, Nicola Spinosa (nella foto), che, dalla Grecia dov'è in vacanza, interviene sulla questione sollevata dal "Roma". Una storia che si ripete ogni estate, specie nelle settimane centrali d'agosto, quando gran parte del personale va in ferie e l'accesso ad alcuni luoghi dell'arte, o a molte delle più importanti collezioni, risulta difficile o addirittura impossibile in alcuni giorni. Una specialità tutta nostra - cose del genere non avvengono in nessun'altra delle città d'arte italiane - che si rivela un danno per quei turisti che hanno pochi giorni per ammirare i più importanti tesori artistici che la città custodisce. Ad avviso del soprintendente, però, i disagi e i disservizi per i turisti «a Napoli sono ben altri in queste settimane». Professore, a cosa si riferisce? «I musei non sono gli unici luoghi di cultura. Questa città ha cinema e teatri, però non ha offerto nulla a chi veniva a visitarla in queste settimane. Neppure i ristoranti erano aperti, se non quelli del Borgo Marinari». Però in molti, soprattutto stranieri, mercoledì mattina hanno atteso invano l'apertura. « Si sapeva che il giorno 16 alcuni musei non avrebbero aperto, a causa dell'apertura straordinaria di Ferragosto. C'è una circolare del ministero che lo dispone. Insisto, il problema per il turista non è che per un solo giorno alcuni musei fossero chiusi. È piuttosto non sapere dove andare a cena e come trascorrere la serata in questa città che, ripeto, non ha offerto niente. Le esposizioni di opere d'arte non sono l'unica offerta di una capitale della cultura». C'è però quantomeno un difetto di comunicazione, se molti visitatori il 16 mattina hanno fatto la fila fuori ad alcuni musei. «Noi l'informazione l'abbiamo diffusa: agli Enti per il turismo, al Comune, se poi non l'hanno diffusa... Comunicare con i turisti non è compito nostro, né della direzione di un museo. Spetta agli Enti per il turismo: se poi questi non funzionano... ». C'è poi un'altra questione: alcune sale non possono essere visitate, o solo ad alcuni orari e su prenotazione. « II personale ha diritto alle ferie, e ha diritto a scegliere in quale periodo andarci. In Italia si fanno solo ad agosto, e i sindacati esigono che siano concesse in questo mese. In altri paesi più civili si va in vacanza da luglio a settembre». Però in altre città d'Italia, a Roma ad esempio, non è successo quello che sta avvenendo a Napoli. «Nella capitale non succede perché il sindaco Veltroni ha pagato lo straordinario al personale di tutti i musei, civici e statali, e quasi tutti sono rimasti a lavorare. Da noi il Comune non ha le risorse per fare la stessa cosa». Si potrebbe ricorrere a contratti brevi, per far fronte alla carenza di personale, come avviene a "Napoli sotterranea". «Quella è una società privata, lo Stato invece può solo assumere a tempo indeterminato o stipulare contratti a progetto a lungo termine, non può ricorrere a contratti brevi. Potrebbe farlo il Comune. Ma non credo che ne abbia i mezzi, se ancora non ha pagato ai custodi dei musei lo straordinario per la Notte Bianca dell'anno scorso». Vuole dire che l'apertura dei musei fino a tardi è a rischio per la prossima Notte? « Sì, poiché i sindacati esigono che sia prima corrisposto il compenso promesso per quella del 2005».