-ROMAICOLPEVOLI ci sono già: i prezzi sono troppo cari, i servizi scadenti e, come se non bastasse, c'è poca pulizia. Se fosse un processo con una tale sentenza ci sarebbe ben poco da fare, ma qui invece siamo di fronte a una crisi dell'industria turistica italiana, a cui comunque viene fornita anche via d'uscita. E il Belpaese dovrà correre ai ripari se non vuole davvero che il distacco con Francia e Spagna, solo per rimanere in Europa, diventi incolmabile. Lasciamo spazio ai numeri. In Italia, tra il 2001 e il 2004, sono arrivati un milione di stranieri in meno e le presenze sono calate di 4,4 milioni. E non è tutto: nella classifica delle prime cinque nazioni più gettonate dai vacanzieri, l'Italia, oltre ad aver perso il quarto posto a vantaggio della Cina, è anche l'unicaoltre a Francia, Spagna e Stati Uniti, rigorosamente nell'ordine ad aver fatto segnare una variazione negativa delle presenze, meno 6,4, tra il 2003 e il 2004. E che il nostro Paese attragga meno perché troppo caro, è dimostrato dall'incremento del 3,8 delle entrate da attività turistica, per un ammontare di 35,7 miliardi registrato sempre nel 2003-2004 nonostante il calo di presenze. Tra coloro che si sono allontanati dallo 'Stivale' spiccano i tedeschi, con un diminuzione delle presenze tra il 2000 e il 2004 pari al 13,6, e gli austriaci, scesi del 9. E se l'Italia è considerata eccellente per alcune attrattive specifiche (cultura, natura, enogastrono-mia), viene superata da altri paesi europei per la qualità degli alberghi (Francia e Spagna), per i prezzi (Spagna e Grecia), per i servizi turistici (Francia e Spagna) e per ordine e pulizia (Francia, Spagna e Grecia). EPPURE, il 44,8 degli stranieri viene nella nostra Penisola per visitare le città d'arte, mentre la maggior parte del turismo nazionale preferisce le località marine. I dati sono stati elaborati in uno studio di Roberto Ruozi e Matteo Montebelli sul quadrimestrale 'Economia italiana', pubblicato dal gruppo bancario Capitalia. Ecco la ricetta consigliata per superare il momento negativo: «Occorre risalire la china per fare in modo che l'offerta sia adeguata alla domanda. La ricerca di un nuovo equilibrio fra la qualità dei servizi turistici e il loro prezzo è fondamentale. Affinché l'obiettivo possa essere raggiunto suggerisce lo studio è necessario un deciso intervento pubblico al quale deve corrispondere un altrettanto deciso intervento degli operatori privati». RIFLETTORI puntati sugli alberghi: in base ai dati Eurostat tra il 1999 e il 2003 il volume dei posti letto negli hotel è aumentato del 9,0; l'Istat segnala anche un incremento degli alberghi a 4 e 5 stelle (rispettivamente 64,9 e 27,5 nel 2004 sul 2000) a scapito di quelli a una e due stelle (-22 e -12,7 nel 2004 sul 2000). Il turismo italiano, insomma, ha elevato il suo target qualitativo a scapito del turismo di massa, sempre più preda dei nuovi competitors. Ma chi ci soffia i turisti? Oltre alla tradizionale concorrenza di Francia e Spagna, che comunque continuano a crescere, c'è da tenere d'occhio l'avanzata di aree come il Medio Oriente, l'Asia e il Pacifico (rispettivamente 45,7 e 32,8 nel 2004 sul 2000.
I turisti stranieri snobbano l'Italia. Prezzi troppo alti
L'Italia sta affrontando una crisi dell'industria turistica, con un calo delle presenze di 4,4 milioni tra il 2001 e il 2004. Il paese è inoltre in difficoltà per quanto riguarda i prezzi, i servizi e la pulizia. La classifica delle prime cinque nazioni più visitate dai turisti mostra che l'Italia è l'unica nazione europea a registrare una variazione negativa delle presenze, meno 6,4, tra il 2003 e il 2004. I tedeschi e gli austriaci sono stati i principali gruppi di turisti che hanno scelto di non visitare l'Italia.
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