Comune nel mirino. Alatri (Agenzia del turismo): solo finalizzata Un coro di «no» alla tassa sul turismo. L'idea di far pagare un contributo alle migliaia di persone che ogni anno usufruiscono della città e dei suoi servizi trova contrari i più diretti interessati. Parla di «effetto controproducente» il presidente degli albergatori romani Giuseppe Roscioli e di «gabelle medievali» quello della Confcommercio, Cesare Pambianchi. Ma la neo-presidente dell'Agenzia regionale per il Turismo, Federica Alatri, si chiede se non ci sia una «terza via»: «II patrimonio d'arte di Roma e del Lazio - afferma - è di tutti. Quindi sarebbe giusto che coloro che ne usufruiscono diano il loro aiuto per la sua conservazione. Non parliamo, però, di tasse o ticket, troviamo formule nuove». Ieri l'assessore al Bilancio Marco Causi ha rilanciato la necessità di un «contributo di scopo» a carico dei turisti: potrebbe corrispondere al pagamento di un euro per ogni stella degli alberghi in cui si pernotta. Permetterebbe al Campidoglio di incassare minimo 30 milioni di euro l'anno che potrebbero arrivare a 56 milioni se si considerano i 7 milioni di persone che nel 2005 hanno visitato la città. «Chiediamo al Governo - ha detto Causi - di prevedere nella Finanziaria una norma che dia facoltà ai comuni di istituire un contributo di soggiorno per i turisti. C'è in Francia, Germania e Spagna, non sarebbe come quello di 20 anni fa». «È assurdo - taglia corto il presidente dell'Urart, l'unione regionale attività ricettive e turistiche, Massimo Bettoja - Darebbe un gettito relativamente modesto, ma avrebbe un effetto deterrente mostruoso. Siamo da sempre disponibili a forme sostitutive di prelievo, ci sono varie soluzioni. Non neghiamo il principio, ma voglio ricordare che nel caso della vecchia tassa di soggiorno la riscossione costava più del gettito». «Qualsiasi tipo di tassazione -incalza Giuseppe Roscioli - ha effetti negativi e di contrazione. Il turismo produce già notevoli vantaggi economici, anche con il suo indotto, per il Comune e la Regione. E a Roma c'è già una tassa: quella del piano-pullman. I torpedoni per entrare in centro pagano circa 200 euro al giorno: calcolando 50 persone, sono 4 euro a testa». È per un contributo «finalizzato» Federica Alatri: «II giusto bisogno di fondi da parte dell'amministrazione per conservare i beni artistici - afferma,- può ricevere altri vantaggi da un settore che è già una delle principali risorse per la capitale e per il Lazio. Cerchiamo, però, formule più creative e moderne di quelle di una "tassa", e soprattutto finalizziamo gli introiti alla manutenzione straordinaria non solo ordinaria dei monumenti. La destinazione non può essere in un generico "calderone", i nuovi fondi devono avere nome e cognome». E la presidente dell'Agenzia del Turismo lancia l'idea di «contributi anche volontari», ricambiati da altri benefici, tipo una card per gruppi o famiglie numerose. «Siamo assolutamente con-trari alle città a pagamento - dice invece Cesare Pambianchi -Quello dei ticket è un malcostume dilagante. Le "gabelle" sono più di un paese medievale che di uno moderno: in Italia ci sono 8000 comuni, se ognuno decide di imporre una tassa che succede al turismo?». «Abbiamo fatto lunghe battaglie per togliere la tassa di soggiorno - aggiunge il segretario generale della Confesercenti Valter Giammaria - Non è possibile riproporre balzelli per risolvere i problemi economici».