II ministro è "scettico" sulla possibilità che la tassa serva a decongestionare i centri urbani VULCI Un euro per mettere piede sulle Eolie o per fare una passeggiata a Taormina. Due per visitare la chiesa di Santa Croce o quella di Santa Maria Novella a Firenze. Oppure (si ipotizza in Campidoglio) un euro al giorno per ogni stella dell'hotel in cui i turisti trascorrano le loro vacanze romane. Il ticket sul soggiorno in città in alcuni casi è già realtà. In altri, un progetto. E ha ricevuto ieri il lasciapassare del ministro peri Beni e le attività culturali, Francesco RntPlli Ma la decisione su luoghi e tariffe rimane dei singoli Comuni. In vìsita al Parco archeologico di Vulci, nel Viterbese, per programmare il rilancio in chiave turistica dell'antica città-stato etrusca, Rutelli ha detto di ritenere «giusto che, come accade in molti Paesi europei, il costo del ticket sia commisurato all'importanza del luogo e anche ai servizi offerti». Il vice premier, sottolineando la delega sul turismo in sua mano, ha tuttavia mandato la palla tra i piedi delle amministrazioni locali. «Sono scelte che devono fare i Comuni. Non penso che questa sia materia di provvedimenti nazionali» ha spiegato. È la risposta all'assessore comunale al Bilancio di Roma, Marco Causi, che ieri aveva chiesto al governo «di prevedere nella Finanziaria una norma che dia ai Comuni la facoltà di istituire un "contributo di soggiorno" peri turisti». Il ministro Rutelli è scettico sul potere dissuadente del biglietto d'ingresso "salato": «Non credo che un prezzo d'ingresso più alto possa contribuire a decongestionare le città e i luoghi di cultura più visitati». Tuttavia è disposto a lasciar fare agli enti locali ed è pronto a coordinare: «II prezzo per entrare agli Uffizi di Firenze non può essere lo stesso di un piccolo museo di provincia: qui a Vulci, ad esempio, i visitatori dovremmo portarceli gratis. Importante è poi che lo Stato offra un quadro di riferimento e informazioni ai turisti sui ticket decisi dai singoli Comuni». Si tratta di un invito ad andare avanti per il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari (che giovedì aveva rilanciato l'ipotesi ticket in Laguna «per sostenere i costi di conservazione indotti dalla massiccia presenza di ospiti»); e che, forse, può tornare utile anche al sindaco di Milano, Letizia Moratti, decisa a istituire contro lo smog, sin dal 2007, «un pedaggio per l'ingresso in città delle auto di tutti i non residenti». Scettico sul ticket nelle città d'arte il soprintendente speciale perii Polo museale di Napoli, Nicola Spinosa: «Si può applicare ma a patto che, come a Parigi o Londra, i servizi siano adeguati. Sì quindi a Roma, ma non Firenze e Venezia. La capitale offre la possibilità a una famiglia media, benestante, di mangiare e dormire senza pagare troppo».
Rutelli apre ai ticket turistici ' 'Ma siano le città a decidere' '
Il ministro dei Beni e delle attività culturali, Francesco Rutelli, è scettico sulla possibilità che la tassa sul soggiorno possa decongestionare i centri urbani. Ha detto che il prezzo del biglietto d'ingresso non può essere troppo alto, ma è disposto a lasciare fare agli enti locali. Rutelli ha anche sottolineato l'importanza di offrire servizi adeguati ai turisti. Il progetto di ticket sul soggiorno è stato discusso con il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e con la sindaca di Milano, Letizia Moratti. Il soprintendente speciale per il Polo museale di Napoli, Nicola Spinosa, ha espresso scetticismo sul ticket nelle città d'arte, ma ha accettato a Roma.
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