È una storia nuova, è una storia vecchia: «I Torlonia - dice il ministro Francesco Rutelli -vogliono troppo». Stavolta non si parla della collezione che il Campidoglio vorrebbe mettere a disposizione di romani e turisti, ma di un altro tesoro, sempre di proprietà dei principi, e sempre invisibile ai cittadini. Storia nuova, dunque, e storia vecchia: i Torlonia sono disponibili a trattare ma, al momento, «vogliono troppo». Il ministro dei Beni culturali ne parla in un sabato di caldo, col cielo grigio: lui è circondato da verde, butteri e caprette, nel parco archeologico di Vulci. Dunque, la storia vecchia è quella della raccolta d'arte privata di marmi antichi, 620 statue romane, che una volta l'allora sovrintendente La Regina quantificò così: «Vale sette volte palazzo Altemps». Il valore è difficile da stabilire, però, il Campidoglio tratta, cerca di ottenerla almeno in prestito, per esporta, e i romani, nel frattempo, ne sentono parlare ma, tranne rare eccezioni, non possono vederla. La storia nuova ha un prologo simile, raccontato dal ministro Francesco Rutelli nel giorno nel quale annuncia la volontà del governo di valorizzare Vulci in tre mosse: sfruttare quel milione di turisti che arriva ogni anno da Civitavecchia, costruire infrastrutture in grado di rendere il viaggio possibile e far nascere alberghi degni di accogliere «tutti quei visitatori attratti dal fascino etrusco, che soprattutto nel Nord Europa è irresistibile». E in questo clima di rilancio - dice l'assessore regionale Giulia Rodano che per la valorizzazione del territorio, in provincia di Viterbo, è stato fatto un «grande passo avanti» - insomma in questo clima di fiducia, ecco la grana, la difficoltà, come se già fosse semplice costruire autostrade o far costruì--re alberghi. La grana principale, dunque: «Stiamo lavorando - dice Rutelli - per riportare a Vulci gli affreschi della Tomba Francois». Bellissimi, dicono gli studiosi che riescono a vederli: perché i Torlonia li custodiscono, al riparo dagli sguardi di cittadini, turisti e appassionati d'arte in genere. E dunque? Quanto vogliono i Torlonia? Circolano cifre che però «è meglio non confermare, non vorremmo che poi i Torlonia aumentassero ancora il prezzo». E allora c'è tempo per annunciare «la soluzione trovata per la Domus Aurea, la renderemo pubblica a fine mese», e per dire che «presto incontrerò Veltroni per parlare dell'Appia». E gli affreschi che pure sono stati scoperti in questa zona? Torneranno visibili ai cittadini? «Di certo noi non possiamo usare il denaro pubblico con leggerezza». Certo, ci mancherebbe. Ma almeno il tempo necessario per chiudere questa vicenda, ministro, si può sapere, ipotizzare, azzardare? Perché sa, l'altra, il contenzioso coi Torlonia per la collezione delle 620 statue, quella va avanti da tempo immemorabile. Risposta di Rutelli, in sintesi: sbilanciarsi è impossibile. La nuova storia, insomma, è molto simile alla vecchia.