NON era un ladro qualunque. E non si può certo dire che non avesse gusto nello scegliere il bottino dei suoi furti. Dal momento che la refurtiva consisteva in preziose tele esposte nelle chiese. Ma l'uomo, N.S., un pregiudicato romano di quarant'anni, dopo l'ennesimo colpo è stato arrestato dai carabinieri della stazione Aventino. Grazie soprattutto alle telecamere piazzate nelle strade dai militari, ma anche a quelle che sorvegliano obiettivi precisi. L'Arsenio Lupin di casa nostra aveva un metodo preciso, ma evidentemente fallibile. Entrava nella chiesa prescelta, si sedeva o si inginocchiava come un comune fedele raccolto in preghiera, poi si alzava, fingeva di ammirare le opere d'arte e dopo aver deciso quale portare via, la staccava dalla cornice, la incartava con il quotidiano che aveva sempre con sé e se ne andava indisturbato. Ma la sua sfortuna è stata quella di incontrare, a maggio, una pattuglia dei carabinieri una volta fuori la chiesa di Santi Cosma e Damiano, in via dei Fori imperiali, quando gli agenti lo hanno sorpreso con lo strano "cartoccio" sotto il braccio. Dentro c'era la "Madonna col bambino", una tela di grande valore risalente al XVI secolo. Denunciato, non è però mai stato perso d'occhio dai militari. E, per la serie "il lupo perde il pelo ma non il vizio", solo qualche giorno dopo il Robin Hood dei ricchi è tornato a colpire. Stavolta la "vittima prescelta" era la basilica di Santa Sabina, all'Aventino, dove l'uomo è stato colto in flagrante dopo aver accuratamente tagliato e rimosso la "Vergine del Rosario". E, grazie ad intercettazioni ambientali e a sofisticati sistemi informatici, come ad esempio quelli per la comparazione delle impronte digitali, N.S. è stato identificato come il responsabile del furto di un'altra "Vergine col bambino", avvenuto nel mese di aprile, nella chiesa di Sant'Alessio, sempre sul colle dell'Aventino. Peri carabinieri, però, le indagini sono tutt'altro che chiuse. Intanto stanno cercando di capire se siano attendibili le ammissioni dell'uomo, che avrebbe dichiarato di aver sottratto un dipinto al Sacro Cuore di Gesù, in piazza Santa Maria in Campitelli, quattro candelabri nella Cappella Pia Unione del Verano, ed altri oggetti sacri dal Santissimo Crocifisso di Roma, in piazza dell'Oratorio, e in un'altra chiesa nelle vicinanze di Campo de' Fiori. Inoltre si cerca di capire che l'uomo avesse dei complici e che fine hanno fatto le altre opere d'arte trafugate. Per il momento resta rinchiuso in una cella del carcere di Rebibbia. ------------------------------------ Il vicecomandante dell'ufficio tutelapatrimonio artistico "Attenti, fenomeno in crescita serve più videosorveglianza" ------------------------------------- «QUELLO dei furti di opere d'arte nelle chiese è un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più. I dati, al riguardo, sono chiari». A parlare è Giovanni Pastore, vice comandante dell'Ufficio tutela patrimonio culturale dell'Arma dei carabinieri. «Nei primi sei mesi di quest'anno abbiamo registrato 26 furti nelle chiese romane, anche se la cifra si riferisce a quelli regolarmente denunciati. In tutto il 2005, invece, se ne sono contati 29. Un trend che si inverte se parliamo di furti di opere d'arte a danno di privati, che forse fanno più attenzione ai sistemi di sicurezza». Quindi un fenomeno in aumento? «E non solo, direi anche un fenomeno estivo, visto che in questa stagione, soprattutto nel mese di agosto, i furti aumentano». Ma sono in molti i ladri di opere d'arte a Roma? «In realtà no, non sono molti. E sono sempre i soliti habitué che mettono a segno i colpi con una certa regolarità». E la rete che gli sta dietro, tra acquirenti ed eventuali intermediari? «Stesso discorso, ma certo escluderei che si tratta di una sorta di criminalità organizzata». Queste opere in genere vengono subito rivendute fuori città o restano a Roma? «Possono finire ovunque. Piazzarle non è difficile, sono pur sempre delle opere autentiche, ma non hanno un ritorno economico molto alto. Comunque se un'attività delinquenziale del genere esiste, è perché in giro c'è una forte richiesta». E le chiese cosa possono fare per evitare di essere vittime di episodi simili? Esistono dei sistemi di sicurezza adeguati? «Alcune chiese sono videosorvegliate, altre si sono attrezzate con delle barriere fisiche davanti alle opere di particolare pregio. Ma quando mancano le misure di sicurezza, queste persone lo sanno e ne approfittano. I loro non sono mai obiettivi casuali, ma sempre studiati». (Claudia Salvatori)