L'assessorato al Territorio approva la variante urbanistica per la realizzazione di cinque alberghi VIA libera agli hotel di lusso in cinque zone del centro storico di Palermo. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della variante al piano regolatore, la Regione ha dato il via libera a cinque società turistiche per il cambio d'uso di alcuni immobili che saranno trasformati in alberghi a quattro e cinque stelle. Camere e suite sono così pronte a occupare per esempio palazzo De Francisci invia Butera 35. A realizzare l'hotel sarà la Immobiliare Mediterranea società che fa capo ai costruttori Grazia D'Agostino e Liborio Teresi della famiglia di imprenditori che furoreggiava negli anni Settanta. Saranno trasformati in hotel anche palazzo Butera e Palazzo Piraino in via Butera, tra i numeri civici 8 e 22. Ad accollarsi tutti i lavori saranno la Immobiliare Bufera e la Immobiliare Piraino, amministrate da Giuseppe Moncada e dai proprietari dei due edifici. Una pratica che si è sbloccata dopo due anni di iter burocratico. Il business più impegnativo coinvolge però palazzo Costantino e corso Vittorio Emanuele e vicolo dei Mori. I due palazzi antichi ospiteranno altrettanti hotel. A realizzarli sarà la società Immobiliare Quattro canti, nella quale è impegnato il marchese Roberto Bilotti Ruggì D'Aragona, proprietario di palazzo Oneto di Sperlinga in via Bandiera e palazzo Villafiorita e Aragona in via Garibaldi. Al fianco del nobile, nato 45 anni fa negli Stati Uniti ed erede di una famiglia di mecenati, c'è anche la Framon, società del gruppo che fa capo alla famiglia Franza. L'idea del marchese è quella di allestire due alberghi-museo dove ospitare clienti vip. Altro immobile destinato ad ospitare un hotel è la ex sede della Satris, la società per la riscossione dei tributi che fu dei cugini Nino e Ignazio Salvo, tra via Bottai e via del Parlamento e ad angolo con corso Vittorio Emanuele. Qui sono già pronti a lavorare per realizzare un residence gli operai della Italia immobiliare, una srl di Ragusa. Destinato a riaprire una vecchia contesa anche il futuro di palazzo Villafranca in piazza Bologni. La dimora cinquecentesca donata alla Curia dalla famiglia Alliata, che oggi ospita l'archivio e la biblioteca diocesana, diventerà anch'esso un albergo gestito dal Seminario arcivescovile palermitano. Lo scorso anno l'idea della Curia di trasformare la dimora storica in hotel provocò una levata di scudi da parte di Legambiente, Italia nostra, del Comitato per il centro storico e del Fai, che accusarono la diocesi di «volere sconvolgere con bagni e suite la struttura del palazzo», chiedendo al Comune di trasformare il palazzo in museo. La polemica sembra destinata a riaprirsi.