Dieci anni fa, precisamente nel dicembre 1996, Castel del Monte venne inserito nella prestigiosa lista dei Beni patrimonio dell'umanità Unesco. Il Comitato del patrimonio mondiale Unesco, riunito (XX sessione) a Merida, in Messico, dal 2 al 7 dicembre, decise che Castel del Monte, la costruzione voluta dall'imperatore Federico II di Svevia a due passi da Andria, meritava di essere indicato come una delle gemme del patrimonio mondiale. Questa la motivazione: «Castel del Monte possiede un valore eccezionale per la perfezione delle sue forme, l'armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal nord dell'Europa, dal mondo musulmano e dall'antichità classica. E' un capolavoro dell'architettura medievale, che riflette l'umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia». Ed è proprio così. Dinanzi a Castel del Monte, infatti, ci si chiede (ed è una domanda che dinanzi agli altri castelli non ci si pone, in quanto si sa che quello che si ha di fronte è un castello e si sa pure a cosa servivano i castelli): «perché questo colossale ottagono di pietra sulla Murgia». Le risposte a questa domanda sono state tante. Conviene ripeterle: un improbabile castello di caccia; un luogo di delizie, dove riflettere e purificarsi; una cattedrale laica, con un percorso da iniziati dove cogliere i segreti del pensiero, fondare una philosophia universalis; un simbolo fisico: gigantesca corona di pietra per ricordare il potere imperiale, quasi una sorta di monoscopio «televisivo» capace di (ri)mandare il «segnale» del potere; una università dove poter contenere e diffondere il sapere; un tempio innalzato per celebrare la tollerenza al di là delle diversità esistenti tra le religioni; un grandioso libro di pietra dover poter incidere e ritrovare teorie matematiche, proporzioni auree, le leggi celesti, i ritmi astronomici, la danza delle ombre intrecciate alla luce, un maestoso calendario, la segnalazione-corrispondenza di altre costruzioni da esplorare, il nome di Dio; la cassaforte del Graal; una biblioteca, anzi «la» Biblioteca; un singolare labirinto. Teorie suggestive, a volte fondate solo sull'immaginazione, spesso sconfinanti nell'esoterismo. Altri studiosi, invece, tra tante teorie e tanti dubbi, hanno avuto un ulteriore dubbio: e se Castel del Monte fosse solo un semplice, normale castello? Certo, con una forma particolare, con il numero 8 (forma ottagonale, otto torri, pure ottagonali, un cortile ottagonale) a fare da fedele e silenzioso guardiano da secoli, ma pur sempre e solo un castello. Castel del Monte, dunque, al centro di una contesa, di una lotta tra l'eccessivo simbolismo, spesso senza prove, ed uno spietato realismo, che però sorvola su alcune questioni e su alcuni simboli. Una contesa tra il vedere per forza oltre il visibile (ogni pietra, anche la meno significativa, diviene un simbolo che nasconde straordinari segreti...) e il vedere solo in visibile, ignorando, quindi banalizzando, anche quello che non appare chiaro e conosciuto. Visitare (è possibile tutti i giorni, dalle 10.15 alle 19.45, telefono 0883 569997) Castel del Monte, allora, è calarsi anche in questa disputa, conoscere teorie, accogliere punti di vista molto differenti. Castel del Monte, dunque, è un intreccio di vederesapere. Un intreccio fondato su domande e dubbi. Appunto: ma perché questo ottagono di pietra sulla Murgia?