Monteroni Importante scoperta sotto il palazzo baronale Resti di mura del trecento, probabilmente quelle dell'antica «Mons Tyronum», vasellame e altri reperti storici attribuibili allo stesso periodo possono far ricredere gli studiosi sulle origini di Monteroni. Importati reperti storici sono venuti alla luce durante i lavori di scavo nei pressi del Palazzo Baronale dove è in corso la realizzazione del basolato e la riqualificazione urbanistica del centro storico. Lo scavo per il posizionamento di una cabina elettrica in piazza Falconieri di fronte al Palazzo Baronale ha aperto la strada ai ritrovamenti. Reperti sono venuti alla luce anche poco distante nel giardino del Palazzo Baronale. Prima un arco antico che ha messo in luce la presenza di un cunicolo, poi, la più importante scoperta di antiche mura che potrebbero essere addirittura i resti di un antico insediamento urbano che fa sorgere l'ipotesi di un agglomerato ancora più antico rispetto a quanto fino ad oggi è stato sostenuto dagli studiosi di storia locale. L'amministrazione comunale, dopo i primi ritrovamenti, ha informato la Sovrintendenza ai Beni Culturali e l'Università di Lecce, affinchè non venga tralasciato nulla per portare alla luce le importanti testimonianze del passato. Formatosi un pool col sostegno degli amministratori locali, ai lavori di scavo hanno partecipato i professori Luigi Tondo, Paolo Gull ed il dottor Claudio Martino che hanno confermato che il Palazzo Baronale è stato realizzato su preesistenti resti di nuclei abitativi provenienti da tempi precedenti. Gli amministratori comunali con a capo il sindaco Marcello Manca adesso vogliono rendere partecipi cittadini e turisti rendendo, con apposite strutture, permanentemente visibili i ritovamenti. «Questi ritrovamenti - sottolinea il sindaco Marcello Manca - ci consentiranno di approfondire lo studio sulle origini della nostra città, avendo a disposizione, finalmente, delle certezze». «E' una tappa importante - aggiunge l'assessore alla cultura Francesco Barba - sul cammino delle nostre origini. Ci stiamo attivando affinchè questo lavoro svolto in sinergia con Università e Sovrintendenza, a cui va il nostro grazie, non si disperda ma resti percettibile anche in futuro».