Visita del vicepremier al parco archelogico: «Dobbiamo fare tutti gli sforzi perché questa zona rientri nei grandi circuiti turistici» Il ministro Rutelli assicura: «Intavolata una trattativa, anche se chiedono troppo» «Bisogna rilanciare il triangolo etrusco Vulci (Canino-Montalto di Castro, ndr), Tarquinia e Tuscania e allacciarlo all'arrivo del milione di turisti che ogni anno transitano per Civitavecchia». È quanto ha detto il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli che ieri ha visitato il parco acheo-naturalistico di Vulci, accompagnato dal sindaco Salvatore Carai, dal presidente della provincia Alessandro Mazzoli, dalla soprintendente archelogico dell'Etruria meridionale Anna Moretti, dall'assessore regionale Giulia Rodano e dal sindaco di Canino, Lina Novelli. «L'origine della mia visita - ha detto il ministro - è per l'avvio di un'attività sinergica con l'assessore regionale Giulia Rodano e gli enti locali, per cercare la formula con cui far crescere questo territorio, quindi per prima cosa creare un collegamento tra Vulci e le altre emergenze archeologiche, per poi far si che Civitavecchia diventi un punto di partenza di quei turisti che non devono andare solo verso Roma, ma arrivare in questo triangolo etrusco composto Da Vulci, Tarquinia e Tuscania, captare quindi questa opportunità». La visita è stata anche il momento per parlare dei famosi affreschi della tomba di Francois, che sono in mano agli eredi Torlonia, ex proprietari delle terre di Vulci. «Dobbiamo dire che gli attuali proprietari di questi affreschi - ha continuato Rutelli - chiedono una cifra esosa, noi non possiamo spendere soldi dei cittadini con leggerezza, quindi abbiamo aperto una trattativa, un negoziato con cui stiamo lavorando anche se c'è da dire che già il comune di Roma da tempo è in trattativa per acquisire tutta la collezione dei Torlonia che comprende altre importanti opere». Per il sindaco Salvatore Carai il ritorno a "casa" degli affreschi della tomba di Francois è un atto dovuto. «Il ritorno dei dipinti nei luoghi dove sono stati realizzati- ha detto Carai- è praticamente un atto dovuto, per cui la Regione e il Ministero hanno il pieno titolo per trattare la restituzione». L'assessore regionale alla cultura Giulia Rodano ha parlato di Vulci come sito simbolo del Lazio. «Questa meraviglia - ha affermato l'assessore - deve essere fatta scoprire ai cittadini del Lazio, ma anche del mondo, questa zona ha diritto di crescere, questo parco evidenzia l'ottima gestione che Canino e Montalto di Castro hanno fatto con risorse proprie, noi come Regione abbiamo già stanziato sei milioni di euro per interventi nell'Etruria, continueremo con l'azione di promozione e come detto dal ministro stiamo lavorando per il ritorno degli affreschi di Francois». La soprintendente Anna Moretti ha ricordato la storia del luogo, ma anche il problema degli scavi clandestini che hanno afflitto il territorio. Anche la Provincia sarà presente con le sue possibilità. «Stiamo facendo passi avanti - ha detto Alessandro Mazzoli presidente della Provincia di Viterbo- queste chance sono la chiave innovativa per la valorizzazione e la tutela di questo territorio, la nostra provincia deve creare un sistema territoriale che punti sulle sue vocazioni innate e faccia del turismo un'opportunità per il progresso economico, occupazionale e sociale». Il sindaco di Canino, Lina Novelli, ha parlato della scadenza della convenzione con il ministero nel 2007. «Ci prepariamo ad un nuovo accordo- ha detto la Novelli- dove saremo più attori, il parco deve essere un valore per uno sviluppo più ampio».
Gli affreschi Francois torneranno a Vulci
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha visitato il parco acheo-naturalistico di Vulci, accompagnato da vari rappresentanti locali. Il ministro ha espresso la volontà di far crescere il territorio del triangolo etrusco composto da Vulci, Tarquinia e Tuscania, creando un collegamento con le altre emergenze archeologiche e facendo di Civitavecchia un punto di partenza per i turisti. Ha anche parlato della trattativa per la restituzione degli affreschi della tomba di Francois, che sono in mano agli eredi Torlonia. Il sindaco di Vulci, Salvatore Carai, ha espresso la necessità del ritorno degli affreschi nei luoghi dove sono stati realizzati.
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