STAVA depredando alcune delle più belle chiese del centro storico di Roma, ignorando, forse, anche l'inestimabile valore delle opere che rubava. Il ladro, N.S. di 42 anni, già noto alle forze dell'ordine, era stato individuato una prima volta il 12 maggio scorso dopo il furto di un dipinto di Sasso Ferrato, risalente al diciassettesimo secolo. L'uomo aveva rubato la raffigurazione de «La Madonna con il Bambino» dalla Basilica di SS. Cosma e Damiano, in pieno centro. Denunciato in quell'occasione a piede libero, aveva poi ripreso la sua attività come nulla fosse, incappando però nei giorni scorsi nelle maghe della giustizia. Sulle sue tracce infatti si sono mossi i carabinieri della stazione Aventino diretta dal luogotenente Francesco Rocco, coordinata dalla compagnia Roma Centro. I militari, dopo un escalation di furti nella zona, hanno predisposto una serie di controlli volti proprio ad arginare il fenomeno. N.S., però, utilizzava uno stratagemma tanto semplice quanto redditizio. Il suo modus operandi, infatti, era sempre lo stesso: entrava in chiesa, con un quotidiano sotto il braccio, fingeva dapprima di pregare e quindi di osservare le opere d'arte custodite all'interno. Poi, quando ne aveva scelta una dalle dimensioni che gli permettevano di nasconderla tra i fogli della cronaca o dello sport, la incartava nel suo quotidiano e si allontanava indisturbato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il giochetto lo avrebbe fatto almeno altre due volte nei mesi scorsiagendo anche presso le Basiliche di Sant'Alessio e di Santa Sabina sempre in maggio. In queste due chiese ha rubato una raffigurazione della Via Crucis, sempre del diciassettesimo secolo e una «Madonna con gli Angeli» dall'autore anonimo del 1500. Tutti i quadri hanno una valore inestimabile e sono stati ritrovati nella sua abitazione dopo l'arresto. Proprio nel corso dii uno dei controlli mirati, infatti, i militari lo hanno preso praticamente in flagranza di reato dopo la sua ultima scorribanda. Convinti che si potesse trattare dello stesso autoire anche per gli altri due furti, hanno effettuato riscontri di ogni genere. Dalle descrizioni dei testimoni al suo metoiio di «lavoro», dalle impronte digitali ai tracciati telefonici. Quando si è avuta la certezza che fosse lo stesso autore è scattata la perquisizione e quindi l'arresto. In casa, per fortuna, aveva ancora i tre dipinti in attesa di essere piazzati al migliore offerente. Molto probabilmente il ladro ignorava anche il valore delle opere trafugate. Secondo i carabinieri, infatti, ricostruendo anche il suo giro di amicizie, avrebbe rivenduto le tele per poche migliaia di euro ad altri disonesti antiquari o collezionisti. Le opere sono state tutte restituite alle rispettive chiese di appartenenza che hanno immediatamente provveduto a restaurarle anche se erano state custodite in buono stato. Nelle basiliche resteranno esposte delle fedeli riproduzioni fino a quando i restauri non saranno completati.