«QUELLO dei furti di opere d'arte nelle chiese è un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più. I dati, al riguardo, sono chiari». A parlare è Giovanni Pastore, vice comandante dell'Ufficio tutela patrimonio culturale dell'Arma dei carabinieri. «Nei primi sei mesi di quest'anno abbiamo registrato 26 furti nelle chiese romane, anche se la cifra si riferisce a quelli regolarmente denunciati. In tutto il 2005, invece, se ne sono contati 29. Un trend che si inverte se parliamo di furti di opere d'arte a danno di privati, che "forse fanno più attenzione ai sistemi di sicurezza». Quindi unfenomeno in aumento? «E non solo, direi anche un fenomeno estivo, visto che in questa stagione, soprattutto nel mese di agosto, i furti aumentano». Ma sono in motti i ladri di opere d'arte a Roma? «In realtà no, non sono molti. E sono sempre i soliti habitué che mettono a segno i colpi con una certa regolarità». E la rete che gli sta dietro, tra acquirenti ed eventuali intermediari? «Stesso discorso, ma certo escluderei che si tratta di una sorta di criminalità organizzata». Queste opere in genere vengono subito rivendute fuori città o restano a Roma? «Possono finire ovunque. Piazzale non è difficile, sono pur sempre delle opere autentiche, ma non hanno un ritorno economico molto alto. Comunque se un'attività delinquenziale del genere esiste, è perché in giro c'è una forte richiesta». E le chiese cosa possono fare per evitare di essere vittime di episodi simili? Esistono dei sistemi di sicurezza adeguati? «Alcune chiese sono videosorvegliate, altre si sono attrezzate con delle barriere fisiche davanti alle opere di particolare pregio. Ma quando mancano le misure di sicurezza, queste persone lo sanno e ne approfittano. I loro non sono mai obiettivi casuali, ma sempre studiati».