La sua passione erano le chiese e le Basiliche del centro storico: quelle più ricche d'opere d'arte. Di candelabri, calici e ostensori preziosi. Una predilezione che non è sfuggita ai fedeli, che lo hanno notato e segnalato ai carabinieri della compagnia Roma Centro. Anche per questo motivo è stato arrestato Stefano Neroni, 40 anni, pregiudicato, accusato di essere l'autore di almeno tre furti che hanno colpito negli ultimi mesi le basiliche: Sant'Alessio, Santa Sabina all'Aventino e Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali. L'uomo è stato bloccato dai carabinieri della stazione Aven-tino nel suo appartamento alla periferia Nord della città: in casa non aveva nessuna delle opere trafugate ma i rilievi, le impronte, le tracce lasciate ad ogni.suo passaggio nei luoghi sacri, sulle cornici e sui marmi lo hanno tradito. «Ma siete sicuri che dovete arrestare proprio me? Come avete fatto a capirlo?», ha chiesto stupefatto ai militari. «L'uomo era specializzato in questo tipo di furti», spiega il luogotenente Francesco Ruoc-co, comandante della stazione Aventino. «Andava nelle chiese soprattutto per portare via tele, che poteva nascondere all'interno di un giornale o in una cartella. In alternativa era pronto anche a portare via calici, candelabri e qualsiasi tipo d'oggetto facilmente trasportabile, anche di minore valore». Neroni è stato fermato per la prima volta lo scorso 11 maggio, quando aveva tentato di portare via dalla Basilica di Santa Sabina una «Vergine del Rosario con bambino» del 1600, un'opera di grande valore che lui aveva tagliato dalla cornice originale e stava cercando di far sparire scappando in bicicletta. In quell'occasione è stato denunciato ma da quel momento l'uomo è stato controllato con attenzione dai carabinieri, che hanno tentato di capire se tra i numerosi furti avvenuti nelle chiese del centro ci fosse un collegamento. «È stato un lavoro preciso -ricorda Ruocco -, ma per nostra fortuna, il ladro ha lascia-to molte tracce». Con ogni probabilità Neroni vendeva quasi immediatamente i reperti per poche centinaia di euro, anche perché spesso non era consapevole del reale valore dell'opera rubata. Come è accaduto per le due tele raffiguranti le stazioni 5 e 6 della via Crucis, due tele del '600, rubate lo scorso 4 maggio dalla chiesa dei Santi Cosma e Da-miano, che rappresentano il martirio di Cristo. Questo colpo è avvenuto qualche giorno prima di quello di Santa Sabina: lì Neroni era stato notato da una restauratrice che lo aveva visto scappare velocemente dalla chiesa con un fagotto in spalla. E le tracce del primo e del secondo furto, i riscontri e l'identificazione, hanno portato alla stessa persona. Sempre a lui viene contestato il furto di una «Madonna con il cuore trafitto» di fine '800, scomparsa dalla basilica di Sant'Alessio lo scorso marzo.