Caro direttore, in questa email sto per descrivere alcune cose accadute a Napoli in questi giorni di agosto, ma non mi limiterò ai disservizi riscontrati come "turista" nella mia città, per i quali chiunque può addurre giustificazioni di ogni tipo anche riscontrabili. Vorrei piuttosto denunciare la mancanza di buona volontà, di un impegno anche minimo, anche di pochi minuti. Partiamo dal caso che ha scatenato le mie considerazioni: 16 agosto mattina, ore 9.40, Museo Archeologico Nazionale. Sono lì ad aspettare alcuni amici con i quali avevo in programma una visita alle catacombe di San Gennaro. Davanti al museo un gruppo di turisti attendono attoniti, il portone è chiuso. Spinto dalla curiosità vado a leggere i cartelli, che in più lingue sono chiari: "Chiuso il martedì, il 24 dicembre ed il 1 gennaio, apertura ore 9.00". Il 16 agosto, però, è un mercoledì. Più avanti un uomo discute con dei poliziotti e si giustifica: il museo è stato aperto a Ferragosto, ora deve recuperare il mancato giorno di chiusura. Capisco che lavora per il museo e reclamo per conto di quei turisti, in gran parte stranieri. Molte le argomentazioni, tra cui il fatto che lui stava "lavorando" (in mezzo alla strada? lontano dal suo ufficio? lo dice a me che per tenermi stretto quello straccio di lavoro che ho, faccio il pendolare e faccio ogni giorno un viaggio all'andata di tre ore e al ritorno di due ore e quarantacinque?) e che quindi non c'entrava niente lui. Eppoi, della chiusura il mercoledì era stata data notizia a mezzo stampa! Sui giornali locali, certo, ma il turista giapponese, tedesco, francese, irlandese, legge i quotidiani napoletani? Ribatto secco: ci vogliono solo due minuti per stampare un cartello da affiggere all'ingresso e non lasciare i turisti lì come cretini, loro che sapevano il museo chiuso il martedì ed aperto il mercoledì... Passa l'autobus, raggiungiamo le catacombe. Nel gabbiotto del guardiano un cartello avverte: chiuse fino al 22 agosto. Ma io avevo telefonato, in un orario di loro chiusura mentre mi organizzavo, ed un messaggio dettava chiaramente i giorni ed orari di visita, senza fare alcun accenno alla chiusura per ferie. Ancora mi chiedo: quanto tempo ci vuole a registrare un messaggio in una segreteria telefonica? Bastano cinque minuti? Torniamo in centro, puntiamo su Napoli Sotterranea. Loro sono aperti, non solo: pur essendo giorno feriale fanno gli orari festivi, con un numero maggiore di visite per accogliere i turisti. La mia ammirazione per quei ragazzi che si impegnavano è andata alle stelle. Aperta con mia sorpresa anche San Giovanni a Carbonara, ma chiuso il MADRE. Un uomo in un furgoncino dell'ente turismo a San Lorenzo dispensa informazioni, ma si giustifica ancora una volta con le informazioni riportate sui giornali. Anzi aggiunge che altrove in Italia è così. Ribatte seccato un mio amico che viaggia molto per musei di tutt'I-talia: no, davvero altrove funziona tutto bene! Avete mai sentito delle catacombe di Roma chiuse ad agosto, o degli Uffizi chiusi in un giorno indicato ovunque come di apertura? Ripasso per il Museo Archeologico ad ora di pranzo, ora il cartello c'è: "Today closed". Niente scuse, nessuna spiegazione. Aggiungo io in inglese: "Mi dispiace, mi vergogno di essere napoletano". Il giorno prima ero stato con mia madre a Capodimonte. Lì ci invitano ad aggregarci alla visita "accompagnata" (non è una visita guidata) a sale che dicono essere solitamente chiuse al pubblico. Il Seicento napoletano? Davvero? Io ci vado due o tre volte all'anno e sono aperte, questa bugia mi offende, ed offende anche i turisti le cui guide sono chiare in merito! Usciti noi le sale vengono chiuse. Sale chiuse anche alla collezione Farnese, con apertura straordinaria alle 18... E turisti informati che ribattono delusi. Andiamo a sabato 12 agosto ed ai miei giri flegrei. Il parco archeologico di Cuma è tenuto benissimo, la cura di chi ci lavora è evidente, anche nel punto critico dei bagni, pur se il servizio di pulizia è ridotto a causa dei tagli alla finanziaria (lo dicono loro con un cartello, chiedendo cortesemente di non sporcare). Altra storia è il Museo Archeologico di Baia. Per raggiungere le sale si passa davanti ad un cantiere scoperto davvero brutto a vedersi, e poi attraverso delle alte aiuole non curate che rendono difficile il passaggio e fanno sorgere un dubbio : ma si passa di qui? Anche il terrazzo panoramico è in condizioni pessime, pieno di erbacce, e senza una chiara indicazione di dove si possa andare e dove no. Potare le aiuole richiede appena due ora di lavoro, mentre coprire la recinzione del cantiere con dei pannelli decorativi costa poche centinaia di euro, nulla rispetto all'importo dell'appalto. Davvero non si poteva fare? Infine il parco archeologico di Baia: percorsi mal segnalati, transenne buttate alla rinfusa ed erbacce ovunque. Il turista è davvero abbandonato a se stesso! Ieri notte sono ripassato al Museo Archeologico. Sui cartelli sono apparse altre scritte (ho le foto, se volete): un francese rivendica la restituzione della coppa del mondo, un irlandese è nero perché ha sprecato un lungo viaggio ed il suo giorno dedicato a Napoli, c'è chi addirittura dice che così crollò l'impero di Roma, attribuendoci un onore che non abbiamo, e c'è chi dice che su tutte le guide il museo è dato per aperto. Appunto, se la regola è "il 15 agosto è aperto anche se martedì, ma poi è chiuso il mercoledì", perché non è indicata da nessuna parte? Ci vuole tanto? Perché ho dovuto reclamare con forza perché fosse affisso un cartello informativo sulla chiusura straordinaria? Al MADRE il cartello non c'era, e non avevo nessuno a cui manifestare il mio disappunto. Che senso ha aprire in un giorno in cui tutti i turisti sanno che il museo è chiuso (il martedì) e poi chiudere in un giorno in cui il museo è sempre aperto (mercoledì)? Eppoi ancora, se le sale sono chiuse per carenza di personale, perché ingannare i turisti? Perché far pagare il biglietto intero e non il ridotto, come si fa altrove in Italia quando delle sale sono chiuse (per restauro, ovviamente, palazzo Pitti ad agosto non ha carenza di personale)? Perché non si organizzano turni di ferie come si fa ovunque, in modo da garantire l'apertura? Perché si cercano giustificazioni ("eravamo aperti ieri") o si dicono bugie ("sono sale solitamente chiuse") e invece non si ammette che le cose non vanno? Solo così si migliora! E chi ha detto a quei lavoratori di dire bugie ai turisti? E perché nei momenti critici non si prendono i ragazzi del servizio civile? E un contrattino di due mesi a studenti di storia dell'arte? Tagli alla finanziaria? Ma allora a Cuma dove ci sono gli stessi tagli come mai le cose vanno bene? E a Venezia? Pure loro hanno subito gli stessi tagli! Perché non recintare bene un cantiere e perché non curare una piccola siepe? "Non è compito mio"? Nessuno ha il senso del decoro? Una risposta ce l'ho. È mancanza di buona volontà, mancanza di impegno, mancanza di voglia di lavorare. Due minuti per un cartello da stampare ed affiggere, cinque per aggiornare una segreteria telefonica. Molto meno del tempo che ho impiegato a scrivere questa mia email, eppure non sono stati capaci di trovarlo. Perché dovrebbero avere voglia di curare una siepe per due ore? Non sappiamo fare le piccole cose, figuriamoci se sappiamo decidere per un piano ferie o per i pannelli di copertura di un cantiere. L'impegno per migliorare, tutti, parte dal saper trovare quei cinque minuti, solo cinque, capaci di fare la differenza tra un popolo di strafottenti ed un popolo gentile ed accogliente.