Napoli. Andare a visitare una città d'arte e non poter visitare alcune delle maggiori attrattive. Senza un'adeguata informazione. È successo nei giorni scorsi a numerosi turisti in visita a Napoli: musei come l'Archeologico e il Madre di Palazzo Donnaregina mercoledì scorso sono rimasti chiusi. Per entrambi il giorno di chiusura settimanale è martedì ma, essendo rimasti aperti a Ferragosto, è slittato. Le catacombe di San Gennaro restano invece chiuse fino a martedì prossimo, 22 agosto: l'unico avviso è dato da un foglio affisso all'ingresso del sito, dov'è indicato anche un numero di telefono a cui rivolgersi per maggiori informazioni. Che però nessuno potrà contattare perché è illegibile. Di tutto ciò i visitatori non sono stati avvertiti in maniera adeguata: su tutte le guide turistiche, ovviamente, è indicato solo il giorno di chiusura settimanale, non quello di chiusura straordinaria. «Abbiamo dato avviso della chiusura di mercoledì attraverso annunci sui giornali» si difendono alcuni funzionari, trascurando il fatto che difficilmente un turista inglese o tedesco acquista "Il Mattino" o il "Roma". Senza contare che mercoledì nessun quotidiano era in edicola. Ma i disagi per i turisti non finiscono qui. In molti siti museali alcune sale, intere collezioni a volte, non sono visitabili. Come a San Martino, dove nelle sale principali l'accesso è libero, mentre nelle altre si organizzano visite accompagnate su richiesta dei visitatori. Lo stesso accade a Capodimonte, dove sono accessibili solo la collezione Farnese e la pinacoteca del secondo piano fino alla "Flagellazione" di Caravaggio; il Seicento napoletano e la sezione contemporanea sono visitabili invece, a gruppi, con partenze ogni 90 minuti. Qui le sezioni non accessibili liberamente sono indicate all'ingresso del museo, in biglietteria, con avvisi anche in inglese e in francese. Non ci sono stati problemi del genere, vale la pena ricordarlo, per chi ha voluto ammirare le architetture del Maschio Angioino, immergersi nell'atmosfera esoterica della Cappella Sansevero o apprezzare le installazioni di arte contemporanea del Pan, a Palazzo Roccella, che è rimasto aperto tutti i giorni. Qui, però, i visitatori non sono stati molti, una ventina al giorno in media. L'organizzazione nei luoghi d'arte, come si cede, lascia un po' a desiderare ad agosto: un deficit grave per una città che vuole puntare sul suo patrimonio artistico e culturale, tanto più dopo il boom di presenze dei giorni scorsi in musei, chiese e cappelle. In alcuni casi (chiusura in giorni non indicati dalle guide) il problema sarebbe facilmente risolvibile con un po' più d'impegno nella comunicazione. Negli altri, invece, i disservizi sono evidentemente dovuti alla carenza di personale nelle settimane centrali di agosto. Certo, nessuno vuole negare a chi lavora nei musei il diritto di andare in ferie. Ma in nessuna delle città d'arte d'Italia avviene ciò che si vede a Napoli in questi giorni. Del resto, anche nella nostra città ci sono strutture che si sono organizzate per far fronte alla maggiore affluenza di turisti di queste settimane. Come a Napoli Sotterranea, dove ad agosto si adotta per tutti i giorni l'orario festivo, che prevede 6 visite guidate al giorno (ma, quando i visitatori sono molti, se ne fanno anche di più). Alla carenza di personale qui si è fatto fronte con l'assunzione, a tempo determinato, di studenti e di giovani, non solo italiani, appassionati di storia antica e delle tradizioni napoletane.
I musei chiudono le porte ai turisti
A Napoli, molti turisti sono stati delusi a causa della chiusura di alcuni musei e siti storici senza un'adeguata informazione. Il Museo Archeologico e il Madre di Palazzo Donnaregina sono stati chiusi martedì, nonostante fossero aperti a Ferragosto. Le catacombe di San Gennaro sono state chiuse fino al 22 agosto, ma non è stato fornito un avviso adeguato. I visitatori non sono stati informati in maniera sufficiente, specialmente su guide turistiche. Alcuni siti museali hanno sale chiuse o intere collezioni non accessibili. A differenza, molti altri siti sono rimasti aperti, come il Maschio Angioino, la Cappella Sansevero e il Pan.
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