NON chiamatelo ticket. L'assessore al bilancio Marco Causi non ne vuole sentir parlare. Preferisce il termine "contibuto di soggiorno". Perché, spiega, «Qui non c'entra né Soru né Cacciari. E questa storia dei pedaggi mi fa pensare ad un ritorno al medioevo». L'ipotesi alla quale stalavorando il Campidoglio è invece quella di un contributo del turista a notte calibrato sul tipo di albergo in cui soggiorna: da un euro per un hotel a una stellarono a cinque euro a notte per un cinque stelle. Esonerati, naturalmente, chi dorme in ostelli, campeggi e soggiorni per anziani. Secondo uno studio avviato due anni fa dal Campidoglio nelle casse del comune potrebbero entrare così 30 milioni di euro all'anno: una vera manna per le spese di mantenimento, pulizia e restauro dei beni artistici e culturali della città. Perché il contributo diventi reale serve però una Finanziaria che offra ai Comunì questa possibilità: «Chiediamo al governo di prevedere nella Finanziaria una norma che dia la facoltà ai comuni di istituire un contributo di soggiorno per i turisti. Poi ogni comune deciderà se vuole usufruire o meno del contributo, con quali modalità e a cosa destinare i proventi». D'altraparte, ricorda, quella di una piccola tassa per gli ospiti è ormai una consuetudine in molte grandi città europee: «Accade in Francia, in Spagna, in Germania». Pollice verso invece all'idea di far pagare un ticket per l'ingresso all'interno della Ztl oppure a quella del pedaggio sul Gra. Piuttosto torna a proporre che ai grandi comuni sia garantita una compartecipazione all'Irpef o all'Iva: «Per fare un buon federalismo fiscale servono strumenti moderni, equi ed efficienti, esattamente il contrario dei pedaggi». Se i comuni potessero compartecipare ai proventi dell'Iva, ad esempio, «si agirebbe indirettamente sui consumi e quindi si potrebbero avere entrate anche da chi, come pendolari o turisti, non sono residenti in città. Io, ad esempio, in questo momento sono in vacanza in Sicilia. Se compro un gelato qui, attraverso il pagamento dell'Iva posso contribuire alle casse del comune in cui mi trovo».