OPERE d'arte dal valore inestimabile, economico e allo stesso tempo culturale. Sculture antiche, realizzate da importanti artisti del passato. Candelabri, cartaglorie, acquasantiere, quadri e statuette fanno bella mostra di sè negli antichi luoghi di culto della Capitale, arricchendoli di particolari storici e iconografici. Fino a finire, come spesso è accaduto, nelle mani dei ladri d'arte. L'ultimo caso, con il recupero degli oggetti trafugati dalla basilica di Sant'Alessio e Santa Sabina, richiama alla mente episodi analoghi. Il più importante senza ombra di dubbio risale al 1994. Scalpore e sconcerto, a 12 anni di distanza, per la celebre sparizione ancora insoluta del Bambinello dell'Ara Coeli. Un furto misterioso. I ladri, entrati indisturbati nel convento annesso alla chiesa alle spalle del Vittoriano, hanno prelevato la sacra statuetta per poi sparire senza lasciare traccia. Anche i detenuti all'epoca fecero un concitato appello per la restituzione del Bambinello. L'opera resta ancora tra quelle più ricercate dalle forze dell'ordine, in compagnia dell'illustre «Natività» del Caravaggio di Palermo. Un altro caso, questa volta a lieto fine, risale all'ottobre del 2004. Un ostensorio del '500 del valore di oltre un miliardo di vecchie lire trafugato dalla chiesa di Santa Maria in via Lata. Un pezzo unico in oro massiccio decorato da topazi, diamanti e ametiste custodito in un armadietto della sacrestia. Un colpo studiato nei minimi particolari. Sostituito l'originale con una copia identica del pezzo rubato. Furto riuscito solo per poco, però. I ladri sono stati scoperti il giorno dopo dagli agenti del commissariato Trevi. L'ostensorio recuperato dopo 72 ore dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Altro furto un paio d'anni prima nella chiesa di Santa Maria dell'Anima. Cinque tele del '700 di scuola Fiamminga sottratte dalla sacrestia dell'antico luogo di culto in pieno centro storico, a piazza Navona. Il valore delle opere d'arte, recuperate dai carabinieri del comando provinciale di Roma, si aggirava intorno ai 750 mila euro. Per il furto venne denunciato un restauratore di 47 anni, noto conoscitore di arte sacra, già autore di precedenti simili. Dura lotta ai topi d'arte. A vigilare sui beni artistici e storici i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale (Tpc), nati nel 1969, e il gruppo tutela patrimonio archeologico della guardia di finanza, oltre alle Direzioni generali del ministero dei Beni culturali e a strutture interne agli enti locali che svolgono compiti di vigilanza. Una lunga storia costellata di ritrovamenti eccellenti ma anche di qualche mistero irrisolto.