Parcheggi a pagamento, zone a traffico limitato, pedaggi incomprensibili. Per il turista viaggiare in Italia significa essere sottoposti ad una serie di balzelli decisi dalle amministrazioni locali che vanno ad aggiungersi ai costi spesso elevati di bar, alberghi e ristoranti. Ma non basta: da più parti si affaccia l'ipotesi di reintrodurre la tassa di soggiorno, un contributo su ogni pernottamento in albergo o camping, che andrebbe a rimpinguare le asfittiche casse dei Comuni italiani. Percorrendo l'Italia da nord a sud, le prime gabelle le esige il Trentino-Alto Adige. Già da oggi sul passo del Rombo e dall'anno prossimo sui valichi dolomitici del Sella, Gardena, Pordoi, Campolongo, Stelvio e Giovo, la Provincia di Bolzano potrebbe esigere un pedaggio che va dai 5 euro per le automobili ai 25 per i pullman. Per aspettare il prossimo balzello non occorre andare lontano. Per accedere al parcheggio e alla strada panoramica che si arrampica attorno alle tre cime di Lavaredo, il Comune di Auronzo di Cadore (Belluno) esige la bellezza di 20 euro, mentre per i pullman si arriva addirittura a 90 euro. «Si tratta in realtà spiega Walter De Cassan, presidente di Federalberghi della provincia di Belluno di un prelievo vecchio di quarant'anni, quando il Comune acquistò quella strada privata costruita dagli Alpini durante la Prima guerra mondiale». Un prelievo che nel 2005 ha fruttato al piccolo Comune ben 987mila euro e che non sembra scoraggiare i turisti attratti dalle bellezze delle Dolomiti. Altro giro, altra tassa: un pullman turistico che vuole entrare a Venezia deve pagare un ticket d'ingresso di 180 euro. E nemmeno il Lido e la vicina Mestre vengono in soccorso del visitatore in pullman, visto che lì il ticket costa rispettivamente 120 e 160 euro. Una volta giunti in città, scattano le tariffe differenziate per i turisti: per muoversi con i vaporetti, infatti, mentre un residente paga un euro, i visitatori ne spendono ben 5, con il biglietto che deve essere ricomprato ogni qual volta si cambia linea. Nel 2005 le zone a traffico limitato veneziane sono state utilizzate da 73mila autobus, da cui il Comune ha incassato cifre stimabili in oltre 11 milioni di euro. Il sindaco Massimo Cacciari, in più, ha proposto l'istituzione di una sorta di tassa di soggiorno: un euro che i turisti dovranno pagare per ogni conto di albergo e 50 centesimi per ogni conto al ristorante. La Liguria, periodicamente accusata di essere "poco elastica" con i turisti (soprattutto con le multe), ha recentemente proposto di innalzare il pedaggio sulle autostrade che passano sul suo territorio solo negli week-end estivi, quando maggiore è il flusso di vacanzieri. Un'idea non nuova, visto che già oggi sui traghetti tra Rapallo, le Cinque Terre e Portofino, negli week-end da Pasqua all'ultima domenica di settembre i biglietti costano dai 50 centesimi a un euro in più. Tornando al turismo in autobus, il più tartassato dalle amministrazioni locali, il vero salasso si ha in Toscana. Qui le città d'arte che applicano il ticket d'ingresso agli autobus turistici sono Firenze, Pisa, Siena, Lucca e San Gimignano, oltre ad Assisi in Umbria. Nel capoluogo toscano nel 2005 sono entrati quasi 58mila pullman e nel luglio di quest'anno il loro numero era già arrivato a 40mila. E da ognuno il Comune esige tariffe intorno ai 150 euro. Non diversa la situazione nelle altre città, con Pisa che nel 2005 ha ricevuto 24mila mezzi con tariffe però più modiche, tra i 40 e i 60 euro. A San Gimignano nel 2005 sono arrivati quasi 15mila pullman, per i quali vige l'obbligo di parcheggiare in aree apposite al costo si 60 euro al giorno, con vari sconti. Il risultato è che un tour in autobus nelle principali città della regione, una forma di turismo molto praticata soprattutto dai paesi del Nord Europa, può costare anche mille euro in più. «Queste zone a traffico limitato spiega Mally Mamberto, presidente del consorzio Incoming Italia, che gestisce i flussi turistici provenienti dall'estero furono in gran parte istituite tra il 1999 e il 2000 e stanno danneggiando l'intero settore a causa del continuo aumento delle tariffe, che salgono mediamente del 10 all'anno. Una situazione paradossale che nel corso degli anni sta danneggiando gravemente la competitivita del nostro turismo su scala internazionale». Il record di autobus nelle città d'arte si ha a Roma, con 230mila mezzi entrati nel 2005 nelle due zone a traffico limitato della città eterna. Con tariffe tra i 57 e i 175 euro, a seconda del veicolo e del percorso. E, per finire, le isole. Dove non ci sono solo le ormai famose tasse sul lusso volute dal Presidente della Regione Sardegna Renato Soru. In Sicilia i soliti autobus a Taormina pagano un ticket di 40 euro, e nel 2005 ne sono arrivati 11mila. Senza contare, come nelle altre città d'arte, le tariffe dei parcheggi per i semplici automobilisti che decidono di andare a visitare le bellezze artistiche del nostro Paese. Nelle isole Eolie, infine, l'ultima gabella: da 4 anni chi si imbarca per il piccolo arcipelago vulcanico paga un euro se diretto a Lipari e 3 euro nel momento in cui si arriva a Stromboli o a Vulcano. Un prelievo che il sindaco di Lipari ha potuto introdurre (e che ora conta di portare a 5 euro) in quanto Commissario straordinario per l'emergenza nelle isole Eolie, in seguito ai fenomeni vulcanici e geologici degli ultimi anni.
Corsa alla tassa sul turista
In Italia, i turisti devono affrontare una serie di balzelli e tasse aggiuntive oltre ai costi elevati di alloggio, cibo e trasporto. Le amministrazioni locali hanno introdotto tariffe per l'ingresso alle città d'arte, parcheggi e strade panoramiche, che possono variare da 5 a 90 euro a seconda del veicolo e del percorso. A Venezia, i pullman turistici devono pagare un ticket d'ingresso di 180 euro, mentre a Firenze, Pisa e Siena, le tariffe per i pullman sono intorno ai 150 euro. Le zone a traffico limitato sono state istituite per ridurre il traffico, ma stanno danneggiando il settore del turismo.
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