VENEZIA. L'uomo che voleva Palazzo Grassi prima di Francois Pinault per la sua collezione di importanti dipinti seicenteschi e settecenteschi, snobbato da Venezia, ma corteggiato invece dal nuovo ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli che lo indirizza verso Roma. Pochi giorni fa, con il suo staff e scortato anche dal neoassessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi, Rutelli avrebbe infatti raggiunto in elicottero il buen retiro del finanziere e collezionista milanese Guido Angelo Terruzzi, nella sua villa di Bordighera, dove è conservata una parte importante della sterminata raccolta del collezionista che voleva portarla a Palazzo Grassi e che ha poi accarezzato anche l'idea di portarla a Palazzo Labia, fino a quando la trattativa con la Rai per la cessione del prezioso edificio che ne ospita la sede regionale si è arenata. A fare da apripista all'incontro tra Rutelli e Terrazzi sarebbe stato lo stesso Sgarbi, buon amico del collezionista. Sgarbi spera di dirottare verso Milano almeno una parte significativa della collezione Terruzzi rifiutata da Venezia ma le intenzioni di Rutelli sarebbero invece quelle di portarla verso Roma, innanzitutto con una grande mostra che esponga per la prima volta al pubblico i dipinti più prestigiosi, che in pochi hanno visto, se non passando per la villa di Bordighera o per i caveau che li custodiscono in varie sedi. Terruzzi vuole da tempo una casa-museo per la sua collezione d'arte e ha fretta. L'anziano imprenditore che ha fatto fortuna con il commercio dei materiali non ferrosi nel dopoguerra e poi con le operazioni finanziarie di Borsa, è appassionato soprattutto di pittura sei e settecentesca, con un occhio particolare per il vedutismo Veneto in una collezione che annovera dipinti di Canaletto, Bellotto, Sebastiano Ricci, Magnasco, Amigoni, Pellegrini, Antonio e Gaspare Diziani, Piazzetta, Tiepolo, Rosalba Carriera, Guardi, Longhi, Fontebasso, oltre a pittori più antichi come Paolo Veneziano, Cariani, Paris Bordone, Tintoretto, Luca Giordano, Strozzi, spingendosi poi fino all'arte moderna e contemporanea, con tele, tra gli altri, di Fontana, Sironi, Leger, De Chirico, Savinio. Una raccolta che, per il Settecento, avrebbe integrato a Venezia quella di Ca' Rezzonico, per la presenza di artisti assenti nel museo cittadino. La collezione Terruzzi è di circa 4 mila pezzi, stimata circa 500 milioni di dollari e composta di dipinti, mobili, arazzi, statue, porcellane, argenti e altri oggetti d'arte. Recentemente ha acquistato a Milano, nell'asta battuta da Sotheby's, il prezioso ciclo pittorico di Giambattista Tiepolo, che insieme a due dipinti di Niccolo Bambini anch'essi venduti insieme ad esso ornava il salone del piano nobile di Palazzo Sandi a Venezia. Il Ministero dei Beni Culturali ha rinunciato a esercitare il diritto di prelazione sul ciclo tiepolesco acquisito da Terruzzi e nell'incontro di Bordighera il ministro Rutelli si è informato anche su dove essi verranno esposti per la prima volta dopo quasi due secoli al pubblico. E' Roma ancora una volta e non Venezia la maggiore indiziata. Il ministro si sarebbe comunque detto pienamente disponibile a favorire l'esposizione della collezione al pubblico in una sede idonea, vista la sua importanza. E, ancora una volta auspice lo stesso Rutelli potrebbe essere Roma ad avvantaggiarsi del disinteresse e delle incertezze di Venezia, aggiudicandosi una prestigiosa collezione d'arte offerta senza risultato alla città lagunare.
Dipinti veneziani in partenza per Roma
Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha incontrato il collezionista milanese Guido Angelo Terruzzi nella sua villa di Bordighera, dove Terruzzi ha mostrato la sua collezione di dipinti seicenteschi e settecenteschi. Rutelli ha espresso interesse a portare la collezione a Roma, dove Terruzzi vuole esporla in una mostra. Il collezionista vuole una casa-museo per la sua collezione e ha fretta. La collezione Terruzzi è stimata in 500 milioni di dollari e comprende dipinti di artisti come Canaletto, Bellotto, Tintoretto e Tiepolo. Il Ministero dei Beni Culturali ha rinunciato a esercitare il diritto di prelazione sul ciclo tiepolesco acquisito da Terruzzi.
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