DOPO la pioggia di stelle dì San Lorenzo, pare che sugli italiani si stia abbattendo una grandinata dì imposte. La "tassa sul lusso ' dì Renato Soru, un contributo annuale sulle spese d'elite dei turisti più facoltosi vanta già numerose imitazioni. Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ne vorrebbe fare un tributo nazionale. Intanto sì scatenano comuni e regioni, per la prima volta ansiosi di colpire non i loro usuali cittadini-contribuenti, quanto invece i turisti. Parallelamente, a Milano Letizia Moratti annuncia l'entrata in vigore, a gennaio, della "pollution charge". Come già oggi accade a Londra, i non-milanesi interessati ad entrare in macchina in città dovranno sacrificare un obolo, per pulizia e cura delle strade. Più tasse per tutti? Sono davvero passati invano dodici anni di propaganda berlusconìana? E' opportuno distinguere. Il sindaco di Milano vuole, tenendo fede al suo programma elettorale, snellire il traffico ambrosiano. Per farlo, chiede agli automobilisti di partecipare direttamente agli oneri connessi alla circolazione delle loro vetture. Che riguardano, nel lungo periodo, i problemi dell'inquinamento ma pure, nel breve, il mantenimento in buona efficienza delle strade milanesi. L'idea sarebbe ottima se sì accompagnasse ad una riduzione delle imposte: si sposta il carico di quelle spese sui soli automobilisti, e si stabilisce cosi il principio per cui è chi fa uso di un servizio a doverne sopportare i costi, non la cittadinanza nel suo complesso. Ben diverso il discorso di Soru. Almeno, speriamo. Perché solo un pazzo vorrebbe disincentivare il turismo, specie in una regione come la Sardegna dove non è che ci siano pozzi di petrolio, miniere d'oro, o una vivacissima tradizione imprenditoriale. Chi vuole tassare barche e case al mare semplicemente crede che non sarà un balzello in più a convincere i villeggianti a scegliersi un'altra meta. Il ragionamento è: mungiamo la mucca finché c'è. Solo, attenzione a Giancarlo Galan. Il governatore Veneto ci ha messo poco ad imbastire una campagna di segno contrario: venite da noi, ha fatto sapere, e non troverete tasse a rovinarvi le ferie. I Veneti dovrebbero allora sentirsi traditi da Galan, che non considera i loro ospiti pecore da. tosare, come in Sardegna? Al contrario. Il turista è una ricchezza. Porta denaro e lavoro negli alberghi e nei ristoranti. Fa shopping nei negozi locali. Mantiene in vita persino l'industria inutile dei ninnoli e dei souvernir. Più barche approdano, più quattrini arrivano. Il che significa più occupazione e più reddito per chi crea e gestisce l'offerta di beni e servizi dalla quale i visitatori si riforniscono. La lotta di classe al turista è un fenomeno strano. E' bizzarro che sia scoppiata proprio nel mezzo dell'estate, quando turisti siamo tutti. Svela sicuramente grande incertezza, grande ansia, da parte degli amministratori locali, per il futuro della finanza pubblica. C'è la paura che arrivino meno risorse, dietro questa bulimia tributaria. Ma c'è qualcosa che fa quasi paura. Una sorta di assuefazione alla ricchezza e al benessere, che fa immaginare che la si possa tassare senza nessun contraccolpo. Come se l'arrivo in forze di persone desiderose di godere delle nostre bellezze sia un dato di fatto indipendente dal gioco delle regole. Come se fossimo monopolisti del bello e dell'attraente, e dunque per essi potessimo pretendere il prezzo che ci aggrada. Peccato che invece il turismo internazionale non la finisca mai di trovare isole, di riaprire interi Paesi. Una tassa di troppo magari non ci leva la voglia di fare le vacanze, ma può comportare qualche correzione di rotta. Specie se fermandosi poco più a Nord o poco più a Sud già ci si sente meno tassati, e quindi più benvenuto. Chi in Corsica ha appeso quel cartello, Merci Monsieur Soru, non sarà un mostro d'eleganza, ma è facile profeta.
Sbagliato spennare i turisti. Il turista è una ricchezza da custodire non da mungere
Il ministro Alfonso Pecoraro Scanio propone un tributo nazionale sulle spese d'elite dei turisti più facoltosi, un'idea già stata adottata dalla Sardegna. Allo stesso tempo, la città di Milano annuncia l'entrata in vigore di una "pollution charge" per i non-milanesi che entrano in città con la macchina. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, vuole snellire il traffico ambrosiano e chiede agli automobilisti di partecipare direttamente agli oneri connessi alla circolazione delle loro vetture. Queste misure sono state criticate da Renato Soru, che sostiene che tassare i turisti potrebbe disincentivare il turismo.
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