Il sindaco: chi fa gite di un giorno deve pagare di più. Sbarchi scaglionati. L'amministrazione comunale ha deciso «di privilegiare la qualità». «L'isola è un museo e chi arriva deve acquistare il biglietto» CAPRI Ma quale tassa sul lusso... A Capri nemmeno ci pensano a spillare soldi dalle tasche dei milionari. Anzi, se proprio devono immaginare nuovi balzelli, sono pronti a caricarli sulle spalle dei gitanti, quelli che sbarcano al mattino e ripartono la sera lasciando pochi centesimi nelle casse dei commercianti e tanta spazzatura nelle strade. Significa, quindi, che nell'isola delle sirene la mannaia fiscale cadrà sul collo dei più poveri invece che sul portafoglio dei più ricchi? Praticamente sì, nonostante vengano sprecati giri di parole per navigare al largo della faccenda. E allora ecco il sindaco Ciro Lembo che prova ad alleviare la mazzata con lo scudo di un sinonimo: via l'odiata «tassa», entri al suo posto il gentile «contributo». Sempre di soldi si tratta, ma almeno la forma è salva. Attenzione, però: la guerra al turismo mordi e fuggì verrà combattuta su più fronti. L'amministrazione comunale, infatti, si prepara a varare un provvedimento destinato a impedire lo sbarco continuo dei 18 mila passeggeri che ogni giorno si riversano sulle banchine del porto da traghetti e aliscafi. Si sta studiando la forma giuridica più idonea, ma nel giro di pochissimi giorni l'ordinanza dovrebbe essere approvata. «Un'isola è come un'imbarcazione: la sua stazza non le permette di sopportare carichi superiori a quelli previsti spiega il sindaco Lembo . Qui, ogni cinque minuti, attracca una nave stracolma di gente: Regione e Capitaneria autorizzano tutto per motivi di ordine pubblico. Risultato: il porto è perennemente intasato e dinanzi alla funicolare si ammucchiano centinaia di persone che aspettano di raggiungere la piazzetta. Ecco perché, non potendo arginare gli arrivi, dilazioneremo gli sbarchi. Si potrà mettere piede a Capri ogni mezz'ora e pazienza se i passeggeri saranno costretti ad aspettare negli aliscafi ormeggiati. Può darsi che in questo modo la Regio-ne si deciderà ad affrontare il problema». Insomma, soltanto chi sopravviverà a questa «selezione naturale» del turista riuscirà poi a godersi le meraviglie della Grotta Azzurra e dei Faraglioni? «Non la metterei giù così dura replica Lembo . Diciamo che la nostra è una provocazione... D'altronde, cosa deve fare un sindaco quando è chiamato a fronteggiare un'emergenza? Assumersi la responsabilità d'intervenire. Ed è ciò che intendo fare nei prossimi giorni. L'abbiamo chiarito più volte: alla quantità preferiamo la qualità. Non a caso abbiamo abolito l'Ici sulla prima casa come primo passo verso una più ampia defiscalizzazione del turismo stanziale. E su questa linea andremo avanti». Compresa la «tassa sulle gite», che probabilmente entrerà in vigore quando l'estate sarà già finita, ma che ormai viene considerata cosa fatta. «Chiediamo soltanto il giusto corrispettivo per i servizi che queste invasioni quotidiane ci impongono di allestire: il potenziamento della nettezza urbana, l'incremento dei vigili urbani e via di seguito afferma Salvatore Ciuccio, assessore al turismo . Pensiamo a un accordo con le agenzie di viaggio e le compagnie di navigazione, che potrebbero versare al Comune una quota per ogni passeggero condotto qui. Oppure a un ticket che i turisti dovrebbero pagare prima dell'imbarco o appena giungono sull'isola. Capri è un museo di bellezze naturali unico al mondo. E in nessun museo, degno di questo nome, l'ingresso è gratuito». Peccato, però, che nei giorni scorsi il principe Abdul Aziz (della famiglia reale saudita) abbia ormeggiato al largo il suo panfilo di 147 metri senza sborsare un centesimo. «Bisogna intervenire su queste sperequazioni sostiene Anna Maria Boniello, la giornalista che da anni racconta i segreti della vita caprese . Non è giusto che una barca di 14 metri paghi 25 mila euro per l'attracco estivo mentre yacht giganteschi, che dentro il porticciolo non possono entrare, sostano gratis nelle acque dell'isola. Ben vengano tutti i provvedimenti per limitare il turismo mordi e fuggì. Ma solo dopo».