Urbani innesta la retromarcia sulla patrimonio S.p.a.. Gaetano Benedetto, vicepresidente del Wwf apprezza, ma con moderazione. "Siamo contenti che il ministro voglia alzare il livello di garazia per i beni storici-artistici, stabilendo nettamente che cosa non si può vendere del patrimonio pubblico. Il governo ha sbagliato, come sostenevano tutte le associazioni ambientaliste, e ci fa piacere che lo ammetta. Ma gli suggeriamo una strada più rapida rispetto a quella che indica". Il ministro ha incaricato una commissione per riformare il Testo Unico dei Beni culturali. Non basta? "Il governo potrebbe inserire una norma nella Finanziaria e chiarire in che modo il Ministero dei beni culturali può esercitare il suo controllo". Vale a dire? "Si deve richiamare esplicitamente il regolamento Meandri il quale esclude categoricamente che si possano vendere alcuni beni e che in genere condiziona le cessioni a obiettivi di tutela. In ogni caso le parole di Urbani ci rassicurano solo per il patrimonio storico- artistico", Che significa? "Resta fuori tutto il patrimonio paesaggistico, per il quale la legge Tremonti non prevede alcuna intesa con il Ministero dell'Ambiente". Che cosa la preoccupa? "Che una volta venduta una spiaggia, bene demaniale, chi la compra ci possa costruire uno stabilimento, con una strada per arrivarci, un parcheggio e un ristorante sconvolgendo paesaggio ed equilibrio territoriale". E' quello che può accadere? "Certamente. Perché mentre per un edificio storico affidato ai privati la Soprintendenza avrebbe la possibilità di controllare che uso se ne faccia e se se ne fa un uso scorretto può anche revocare la concessione, per una spiaggia non è previsto un organo che vigili". E la legge Tremonti non dà nessuna garanzia? "Assolutamente no".