IL NUOVO governo dice no al tunnel di Lunardi. E cancella dalla lista delle infrastrutture da realizzare in Sicilia la galleria di valico da Castelbuono a Catenanuova, la mega-opera da oltre tre miliardi di euro che rappresenta il cuore del progetto dell'alta velocità ferroviaria nell'Isola. Un traforo lungo 38 chilometri (tre volte il Frejus, per intenderci) che attraverserebbe i Nebrodi, conl'obiettivo di abbattere i tempi di percorrenza della tratta Palermo-Catania: per raggiungere in treno un capoluogo, partendo dall'altro, si impiegherebbe un'ora e venti minuti. Una struttura tecnologicamente all'avanguardia, ambiziosa. Irrealizzabile, secondo Angelo Capodicasa, vice ministro delle Infrastrutture che ha già incontrato l'amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, esprimendo la propria contrarietà nei confronti del progetto che l'esecutivo Berlusconi inserì nella legge-obiettivo e poi, nel 2002, fece approvare dal Cipe. In seguito a quella delibera, Italfer (la società di progettazione di Rfi) ha redatto uno studio di fattibilità costato un milione di euro che prevede il nuovo tracciato sotto il parco dei Nebrodi, «totalmente in variante rispetto a quelli esistenti», e la velocizzazione della tratta fra Catenanuova e Bicocca, nel capo-luogo etneo. Per la galleria di valico è prevista una spesa di tre miliardi 200 milioni, per l'altra opera servono altri ottocento milioni. Quattro miliardi in tutto. Mala disponibilità, oggi, è di appena tre milioni di euro. Capodicasa definisce «insensata» la realizzazione dell'opera: «Dovremmo trovare quattro miliardi di euro in un'unica soluzione, perché costruendo un tunnel del genere dice il vice ministro non si potrebbe procedere per lotti successivi, non si potrebbe rendere fruibile gradualmente il percorso. A parte che ci sarebbe un impatto ambientale, in una zona protetta come quella dei Nebrodi, tutto da verificare». Il vice ministro diessino indica l'alternativa che intende proporre: «L'ammodernamento e la velocizzazione dell'attuale tracciato, che passa per Roccapalumba, Caltanissetta Xirbi ed Enna. Una soluzione che allungherebbe di poco i tempi di percorrenza ma che valorizzerebbe il territorio siciliano, che permetterebbe facili collegamenti con i capoluoghi della Sicilia centro-meridionale e con le zone industriali della Val Dittamo e di Gela». Secondo Capodicasa «questo progetto consentirebbe di risparmiare almeno un miliardo di euro rispetto all'opera faraonica, concepita dal governo Berlusconi forse perché Lunardi ha una particolare predilezione per i tunnel... «. Un riferimento alla società di progettazione intestata ai familiari dell'ex ministro, che si occupa di questo tipo di opere. Aggiunge Capodicasa: «Della questione non ho ancora parlato con Di Pietro, ma credo che sia d'accordo, anzi che sia pronto ad incatenarsi con me davanti al ministero per impedire la realizzazione di un'opera che è una follia». Ma è una posizione che rischia di creare un nuovo fronte di scontro con il governo regionale, visto che Cuffaro ha inserito il progetto dell'alta velocità Palermo-Catania, con la galleria sotto i Nebrodi, nel suo programma. Dario Lo Bosco, componente del consiglio di amministrazione di Rfi, dice che la so -eie tà attende indicazioni precise dal governo nazionale, «ma anche dal presidente della Regione: ci dicano come dobbiamo andare avantiafferma Lo Bosco e che ci diano i soldi. L'importante, in ogni caso, è che l'alta velocità si faccia».