Quelle porte finalmente spalancate hanno avuto il significato di un piccolo «miracolo» a Catania. Così lo definisce l'assessore alla Cultura Giuseppe Maimone. E in effetti - nel quasi totale deserto che momentaneamente caratterizza l'offerta museale cittadina - avere attirato nel giorno di Ferragosto oltre un migliaio di turisti nelle sale al pianterreno del castello Ursino può essere considerato quasi un evento. Lo storico maniero, infatti, ha eccezionalmente aperto i battenti nella giornata che segna il culmine dell'estate, grazie all'impegno «straordinario» di sei dipendenti, espressamente richiesto dall'assessore Maimone. Un'esperienza che segna una prima piccola inversione di tendenza, ma che induce a riflettere sulle ricadute che per il turismo potrebbe produrre un'offerta più articolata e razionale del patrimonio culturale e storico della città. Mille turisti, il quindici per cento dei quali stranieri, per una volta non sono stati costretti a vagare senza meta per le strade del centro storico, imbattendosi quasi inesorabilmente in cancelli chiusi e portoni sbarrati, e accontentandosi di ammirare facciate e monumenti. «E' stata un'esperienza straordinaria - commenta l'assessore Maimone - un segnale importante che conferma l'urgenza di un progetto imprenditoriale per la valorizzazione dei nostri beni culturali». Un piccolo passo, beninteso, che altrove rappresenterebbe la normalità, ma dal preciso significato, almeno per Catania. Se mille turisti hanno scelto di trascorrere parte della mattina di Ferragosto per ammirare reperti che non raggiungono il 10 per cento dell'offerta sui 17 mila pezzi del solo castello Ursino, quali flussi di visitatori - devono chiedersi politici e amministratori - potrebbe attrarre l'intero patrimonio storico e archeologico della città, senza contare il mare e l'Etna? In bella mostra, quindi, al pianterreno dell'antico maniero, sono stati i pezzi delle collezioni civiche, i vasi attici figurati e una parte della collezione di bronzetti di epoca romana, oltre ad alcuni reperti archeologici del teatro greco-romano, e a due sarcofagi restaurati. Quanto basta, in attesa dei 17 mila tesori dello storico maniero ancora da «scoprire» su una superfice di quasi 3 mila metri quadrati suddivisi in quattro livelli, per dare un'idea di fruibilità immediata, molto richiesta a giudicare dai dati di Ferragosto.