L'ASSALTO DEI FORESTI Mancano i riferimenti normativi per poter istituire nuove tariffe, destinata a "saltare" anche l'addizionale per la pulizia e la manutenzione ipotizzata da Salvadori (al.va.) Il sindaco è convinto: «Mantenere e conservare il nostro patrimonio culturale, artistico, naturale ha dei costi pazzeschi e in continua crescita. Allora le cose sono due: o paga lo Stato con la fiscalità ordinaria e i trasferimenti a Comuni e Province, o è inevitabile far pagare il turista». Il sindaco dice pure dell'altro: «Abbiamo messo il ticket sui pullman in arrivo ma non basta, abbiamo diversificato i prezzi dei vaporetti, ma non basta. Se non ci pensano i trasferimenti statali, saremo obbligati a pensare a una nuova tassa di soggiorno o qualche cosa del genere. Altrimenti dovremo finire per chiedere i soldi agli esercenti e agli albergatori». Gli esercenti e gli albergatori hanno già detto: no, grazie. Dunque: far pagare il turista, ma come? La tassa di soggiorno o di scopo cui sta pensando Massimo Cacciari non ha riferimenti normativi: il Comune non può istituirla. È vero che in Sardegna il governatore Soru ha deciso di mettere la "tassa sul lusso" per gli yacht, ma la Sardegna è una regione (oltretutto a statuto speciale) ed è facoltà dell'ente Regione legiferare in materia di turismo. Idem per il Trentino Alto Adige quanto ai pedaggi sui passi dolomitici. Il Veneto a tutto questo non ci sta: Galan ha perfino comprato inserzioni a pagamento sul Corriere della Sera per informare che nelle nostre spiagge i turisti non saranno tassati. Dunque: che può fare Venezia? L'ipotesi dell'assessore al Turismo Augusto Salvadori di istituire una addizionale per la manutenzione e la pulizia della città appare impercorribile: «Non abbiamo riferimenti normativi», fanno sapere a Ca' Farsetti. Certo, i ristoranti, gli alberghi, i negozi potrebbero autonomamente chiedere un obolo ai turisti: ma sarebbe una offerta, sul genere delle cassette pro rifugio del cane abbandonato che si trovano sui banconi dei bar. Di sicuro non una tassa. E non potrebbe neanche essere una addizionale fissa da applicare sul conto: è vero che in Gran Bretagna lo fa una catena di pizzerie, ma quella addizionale è legata a progetti mirati, restauri di opere della Soprintendenza. Dunque, il Comune ha le mani legate. E anche se tornasse l'abrogata tassa di soggiorno, a Venezia probabilmente servirebbe a poco: riguarderebbe solo i 5-6 milioni di turisti che pernottano e non i 12 milioni di pendolari mordi-e-fuggi. L'unica "tassa" - difficile chiamarla tariffa non essendoci la prestazione di un servizio - finora istituita dall'Amministrazione veneziana è quella sugli autobus turistici attraverso la Ztl, la Zona a traffico limitato che in media frutta circa sette milioni e mezzo all'anno(si veda la tabella a lato). La somma introitata dalla consegna dei pass (quelli a quota intera costano 180 euro) finisce nelle casse di Vesta, con il risultato che il Comune versa solo la differenza all'azienda che si occupa dell'igiene urbana: prima dell'istituzione della Ztl, Ca' Farsetti girava infatti a Vesta circa 11 milioni all'anno per la pulizia e l'asporto dei rifiuti in carico ai turisti e ai pendolari, adesso il trasferimento si aggira sui 3 milioni e mezzo, cioè quel che resta da pagare tolti gli introiti dei pass dei bus turistici. Cacciari, però, ora ha aperto il fronte della «manutenzione del patrimonio culturale, artistico, naturale». E ha chiesto fondi. Il paradosso è che, senza poter mettere tasse comunali e senza trasferimenti statali, Venezia nel frattempo apre sempre di più le porte ai «temuti» turisti, favorendo con i cambi di destinazione d'uso l'apertura di nuovi alberghi.
VENEZIA: Il Comune "scopre" che non può tassare i turisti
Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, sostiene che il Comune non può istituire nuove tariffe per la gestione del turismo, poiché non ci sono riferimenti normativi. Cacciari afferma che il patrimonio culturale, artistico e naturale della città ha costi sempre più alti e che il Comune deve cercare di far pagare il turista. Il sindaco sostiene che il Comune ha già messo in atto diverse misure per gestire il turismo, come l'introduzione del ticket sui pullman e diversificazione dei prezzi dei vaporetti, ma non basta. Cacciari afferma che se non ci sono trasferimenti statali, il Comune dovrà considerare di istituire una tassa di soggiorno o di scopo.
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