Il «ponte» in città è stato all'insegna della cultura e molti hanno approfittato dell'apertura degli spazi dedicati all'arte FERRAGOSTO LA FESTA L'assessore Davide Stabellini: per i bilanci attendiamo le iniziative che sono in programma nell'ultimo scorcio d'estate Un «ponte» d'arte, ma senza pernottare a Ferrara: è stata la soluzione della maggioranza dei turisti che a Ferragosto hanno visitato la città. Interessante l'affluenza nei musei, quasi tutti aperti grazie a una iniziativa del ministero per i Beni e le attività culturali. Ma il fine settimana e il Ferragosto non sono bastati a incrementare le presenze nelle strutture ricettive cittadine, dove a salvare il turismo ci hanno pensato gli stranieri. Poche presenze italiane negli alberghi estensi: fiacco il turismo rispetto al 2005. Un Ferragosto da gita in famiglia con il biglietto del treno in tasca e, poi, tutti a casa. Sono pochi gli italiani che hanno deciso di trascorrere il «ponte» in albergo, concedendosi un pernottamento. In compenso sono cresciute le presenze straniere, soprattutto francesi. Gli alberghi hanno registrato affiussi medi, raggiungendo nella maggioranza dei casi il 50 del totale delle presenze solo grazie alle molte prenotazioni di turisti d'Oltralpe. Fortunatamente, a partire da questo fine settimana, sono previsti numerosi arrivi, come ogni anno, in concomitanza con la manifestazione musicale "Buskers festival", a partire da lunedì e fino al 27 agosto. Un evento che attira visitatori da tutta la penisola. «Il periodo del maggiore flusso turistico in città è compreso dal 21 al 28 agosto - conferma l'assessore comunale al turismo Davide Stabellini - se i dati relativi alle presenze nei musei sono positivi, c'è da dire che è normale che gli albergatori fatturino di meno a ferragosto, ma si rifaranno in settembre anche con il Baloons festival al Parco urbano, che si svolgerà dal 21 al 26 settembre». Comunque, in base ai dati dell'Osservatorio turistico regionale, la dimensione dell'ospitalità regionale è buona e, anche Ferrara e provincia avrebbe registrato una crescita nel 2006 negli alber ghi presenti in tutto il territorio. L'afflusso è stato medio a Ferragosto all'hotel "Principessa Leonora" e medio-basso anche all'hotel "Orologio", di via Darsena 67, dove si aspettavano di fare più affari. Stessa storia all'hotel "Europa", in corso Giovecca 49, dove, dalla reception fanno sapere che la situazione non è stata affatto rose e fiori: c'è stata parità tra italiani e stranieri, inoltre ci sono stati afflussi ridotti. Ma le eccezioni non sono mancate: «Abbiamo avuto ottime presenze in albergo - afferma Daniele Piccoli, portiere dell'hotel "San Paolo" - ma per la maggioranza si tratta di stranieri, al 90c quest'anno sono francesi, invece abbiamo avuto pochissimi italiani, poiché in questo periodo sono ancora in ferie». Buoni gli ingressi ai musei civici coiiiunafi, rimasti tutti aperti grazie ad una iniziativa promossa dal ministero per i beni e le attività culturali. Queste le presenze registrate martedì: alla palazzina Marfisa sono stati 43 i visitatori, a Casa Ariosto 57, al museo della Cattedrale 33, a palazzo Schifanoia 166. Vanno assommate alle 67 presenze della Pinacoteca, alle 33 del museo Boldini e alle 19 del De Pisis, più agli ottimi numeri di palazzo Massari. Sono dati che indicano come la formula del turismo culturale si confermi vincente, nonostante qualche problema, a dire il vero, ci sia stato. Secondo gli operatori del settore, infatti, non sono mancati i visitatori, cosiddetti, "portoghesi" che volevano a tutti i costi entrare alla spicciolain, e senza pagare (ieri invece il biglietto costava 4 euro). Si è trattato, in buona sostanza, di persone che credevano di poter fruire di una giornata gratis in tutti i musei sulla base di voci circolate anche in tivù. Sono stati, infine, 35 i visitatori che si sono recati al museo Archeologico nazionale di via XX Settembre 124, struttura da sempre aperta a Ferragosto.