CORTONA - Non è chiaro se lo fa scientemente o se invece gli viene naturale, ma sembra proprio voler negare tutti i luoghi comuni della sua professione: direttore d'orchestra, il look che sfima, le parole che si pretendono ispirate, la sacralità del gesto, l'esibita, precotta, infinita autostima, la devozione richiesta agli interlocutori. Antonio Pappano, cittadino inglese di origini campane, italiano parlato con proprietà e vivacità, direttore del Covent Garden di Londra e dal 2005 anche dell'Orchestra di Santa Cecilia, è uomo diretto, concreto, cortesemente spiccio. La scorsa stagione gli ha portato importanti riconoscimenti: il Tristano di Wagner inciso con Placido Domingo, il Premio Abbiati della critica italiana per la serie dei tre Requiem - di Verdi, Brahms e Britten - diretti con la sua orchestra romana, con la quale ha appena inciso, per un'etichetta di primo piano, le tre ultime sinfonie di Ciaikovksij. Pappano trascorre la settimana di Ferragosto in questa splendida cittadina toscana dove si diverte a fare anche musica da camera e dove condivide la responsabilità del «Tuscan Sun Festival», imponente ed episodica parata di stelle Nuove regole In orchestra occorre - qualcuna brillante davvero, qualcun'altra più opaca - offerta da una grande agenzia internazionale di musicisti, per la gioia dei molti turisti, quest'anno anche dei residenti. Quando deve dirigere un brano poco noto, o una nuova creazione contemporanea, il maestro ha l'abitudine di prendere il microfono e, dal podio, girato verso il pubblico, di presentare quella musica, le sue qualità. La racconta, la difende. «Anche poche parole aiutano. li pubblico entra in sala, magari non sa nulla del brano che dopo pochi minuti ascolterà, il contatto col direttore spezza la routine, consente un approccio anche giocoso, comunque diretto. Poi, la reazione di chi ascolta è più immediata. Sarà il futuro del concerto». Lei lavora a Londra e a Roma, dirigendo rispettivamente un teatro d'opera e un'orchestra sinfonica: quali le differenze più evidenti? «Due realtà distanti, ma pensando alla situazione delle fondazioni liriche italiane, non posso non vedere la differenza enorme nella produttività. Al Covent Garden facciamo 150 serate d'opera e 155 di balletto: circa il triplo di un medio teatro italiano. Dallo Stato inglese riceviamo il 27 per cento del nostro budget, meno di un teatro italiano: sono differenze che fanno riflettere». E' arrivato in Italia nell'anno più difficile per la vita musicale, che ha dovuto fronteggiare forti tagli di bilancio Quale la via d'uscita? «Aumentare la produzione, far sentire alla città dove lavori, che ti ha affidato la responsabilità di un teatro, di un auditorium, la continuità della tua presenza. Diminuire le rigidità, aumentare la flessibilità. Abbiamo molto discusso di questo con l'orchestra, ci sono stati dei sì, ci sono stati dei no, ma con me si è dimostrata molto flessibile e responsabile. Altrimenti non avremmo ottenuto certi risultati di qualità e anche certe occasioni produttive». Esiste un problema di regole nuove da scrivere e condividere? «Bisogna essere onesti e trasparenti, tutti: direttori, professori d'orchestra, responsabili amministrativi. Quando tutto è trasparente, i musicisti italiani sono molto creativi, liberi, non rigidi. Direi che oggi il problema principale è raggiungere questa trasparenza, dare certezza di diritti e di responsablità, avere chiaro dove vogliamo andare a finire. E' un obiettivo ancora da raggiungere». Il Festival di Cortona è seducente, breve, forse ancora in cerca di una riconoscibile identità. Quale il suo futuro? «La città adesso reagisce, partecipa di più. Sono le autorità a dover decidere se vogliono qualcosa di più stabile. Per quanto mi riguarda, più di così non posso». diminuire le rigidità ciò che ascolterà. E' e aumentare la flessibilità il futuro del concerto»
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Antonio Pappano, direttore d'orchestra del Covent Garden di Londra e dell'Orchestra di Santa Cecilia, è un uomo diretto e concreto. La scorsa stagione gli ha portato importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Abbiati della critica italiana per la serie dei tre Requiem. Pappano trascorre la settimana di Ferragosto a Cortona, dove partecipa al Tuscan Sun Festival e dirige la sua orchestra romana. Ha l'abitudine di presentare la musica che dirige, le sue qualità e la racconta, la difende. Ha lavorato a Londra e a Roma, dirigendo rispettivamente un teatro d'opera e un'orchestra sinfonica.
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