L'Egizio fa il record di visitatori: 6207. In migliaia alla Mole e a Palazzo Reale Una ininterrotta notte bianca in pieno giorno con i musei assediati da oltre 30 mila persone. Addio ferragosti squallidi in una città smunta e deserta. Martedì, malgrado una brezza novembrina, il cuore della città era pieno zeppo, allegro, colorato, vivo. Ragazzine con la pancia di fuori e il piercing all'ombelico con il turista francese, islamiche coperte accanto a vetuste coppie di tote a braccetto, giapponesi disciplinati con guida e carte attorniati da sciami di bambini. Perfetto. Lo spirito Olimpico non è sfumato e la città ha affrontato la sua prima estate da «Torino 2006» con una sorprendente grinta. E una gran voglia di fare e accogliere. C'erano anni in cui cavar fuori una informazione turistica era un sogno per l'isolato turista su Marte. Il 15 - oltre ai gabbiotti del Comune (la baitine di olimpica memoria) aperti e in efficiente attività insieme a vigili e poliziotti - si affannava un nugolo di torinesi a spiegare ai turisti dove andare, cosa fare. Persino a consigliare i gusti del gelato di Fiorio: «Provi il gianduja; è unico». Mai visto tanto orgoglio patrio: «Città unica Torino, bel posto dove fare le vacanze. Guardi quanti giovani». Sospirava il pensionato catturando nelle sue riflessioni tre vicini di coda per l'Egizio. Da quando i torinesi coinvolgono sconosciuti nelle proprie chiacchiere e in più non per lamentarsi, ma per gioire? Non meno di 30 mila persone, come dire un'intera cittadina, si sono accatastate nei musei cittadini. Un delirio ovvio per l'Egizio che ha ingoiato 6.207 visitatori (erano 1880 lo scorso anno). E per capire quanto Sia elevato questo numero si può confrontare con l'immortale circuito archeologico del Palatino e del Colosseo a Roma che ha accolto 14 mila visitatori. Ma gli Uffici ne hanno arutiso1o» 7.355. E' andato benissimo anche il Museo del Cinema riempito da 3 mila cinefili, oltre mille in più del Torino Ferragosto 2005. In 6368 hanno scelto Palazzo Reale fedeli al carattere sabaudo della ex capitale. Ma folla anche per le avanguardie cubane al Bricherasio dove i 965 visitatori hanno assediato con vogliosa determinazione pure il bar che ha sfornato Cuba libre a ritmi caraibici. E un sorprendente pienone anche per il Museo delle Scienze che con 1.610 visitatori ha raddoppiato il numero rispetto allo scorso anno. Il giardino botanico Rea ha catturato 400 persone, un esercito rispetto ai 168 diun anno fa. L'entusiasmo nei musei è ovviamente alle stelle. D'accordo che Torino non molla la sua solida vocazione automobilistica, ma mille persone al Museo dell'Auto sono tantissime visto che nel 2005 erano state appena 221. La Gam se ne è accaparrate 1.322, l'Armeria Reale 1.498: oltre 300 all'ora, il doppio rispetto alla media di 150 delle domeniche classiche. Alla Sabauda sono stati in 1.427 e alla Pinacoteca Agnelli al Lingotto, fuori dal centro, in una zona deserta - sono andati in 1069. Il tempo nou era di quelli da ispirare ponti tibetani all'aperto, però Experimenta ha comunque accolto 1.500 persone e 831 sono salite al Monte dei Cappuccini per il Museo della Montagna. Ottimi risultati anche in provincia: in 936 sono andati al forte di Exilles, mentre Elisa di Rivombrosa prosegue la sua magia richiamando al castello di Agliè 680 persone contro i 307 del 2005 (e il parco del castello ne ha accolte ben 1.405, rispetto alle 410 dell'anno scorso). Bisogna dire che se in via P0, sotto la Mole, in via Roma, in Piazza Castello e in piazza San Carlo la movida si è animata per tutto il giorno, ai margini di quella zona l'animazione scemava. Per una via Accademia delle Scienze pedonale e affollata c'era una via Academia Albertina vuota, ma proprio vuota dal tutto. Ma il Valentino se non brulicante era vivace, e al Borgo medioevale sono entrati in settecentosessanta, una bella performance rispetto alle 130 persone delle ordinarie domeniche di agosto. Certo è che la città quest'anno ha trascorso una estate diversa. E' chiaro che ai più deboli la magia non è arrivata e la cappa delle solitudine estiva è rimasta quella di sempre. Ma tanti segnali raccontano di una Torino che combatte la sua battaglia per diventare città turistica con gli artigli di fuori. Intanto i negozi. Secondo Telefono blu il 47 per cento delle serrande è rimasto alzato. Di certo tra il 30 e il 35 degli esercizi alimentari di turno, ma non solo quelli. In centro si può acquistare un libro o un abito, un dvd o una macchina fotografica senza problemi. Se ne rallegra il segretario della Confersercenti Tonino Carta che dalla natia Sardegna commenta: «Sono partito il 10 agosto e quasi mi dispiaceva venir via perché Torino era splendida. Mi sembra che sia un segno culturale del dopo Olimpiadi e i commercianti lo hanno colto subito». Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom, già pensa al prossimo anno: «Questo è stato un Ferragosto diverso; adesso occorre andare avanti nel percorso avviato con il Comune per far diventare Torino oltreché turistica anche città di shopping». E chissà che nel 2007 anche i negozi non alimentaripossano rimanere aperti il 15. Sarà perché qui l'atmosfera è incantata e forse anche perché piove orrendamente un p0' ovunque, ma i torinesi stanno tornando. Secondo l'Osservatorio di Milano già ottantamila hanno riaperto la porta di casa. Fantastico: così da oggi potranno ingrossare la schiera dei gaudenti che esce, mangia, visita, guarda, compra, si diverte.
Adesso è ufficiale siamo diventati una città turistica
Torino ha registrato un record di visitatori per il Ferragosto, con oltre 6.200 persone che hanno visitato il Museo Egizio. La città è stata affollata, con oltre 30.000 persone che hanno visitato i musei e le attrazioni turistiche. Il numero di visitatori è stato superiore a quello di Roma, che ha accolto 14.000 persone. I musei hanno registrato un aumento significativo del numero di visitatori, con il Museo del Cinema che ha ricevuto oltre 3.000 persone e il Museo delle Scienze che ha registrato un aumento del 50% rispetto all'anno scorso. La città ha anche visto un aumento del numero di persone che hanno acquistato beni e servizi, con il 47% delle serrande dei negozi rimaste aperte.
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