Il mondo dell'arte è in lutto per la morte, all'età di 85 anni, di Umberto Baldini, uno dei padri fondatori del restauro del Novecento e indiscusso protagonista del recupero del patrimonio artistico danneggiato dall'alluvione di Firenze. Dopo la laurea in storia dell'arte con il professor Salmi, Baldini entrò infatti in servizio come ispettore della Soprintendenza e nel 1949 diventò direttore del Gabinetto dei Restauri. Testimone nel 1966 di quelle ore drammatiche che hanno segnato per sempre la storia di Firenze, spettò a lui il compito di gestire l'emergenza seguita all'alluvione. «Le sue mani hanno salvato il crocifisso di Cimabue, devastato dall'alluvione, e sono riuscite a dare nuovo splendore alla Venere di Botticelli e alla Cappella Brancacci - ricorda il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli -MaBaldini ha fatto, se possibile, ancora di più». Il professore infatti può essere considerato il padre del moderno Opificio delle pietre dure, di cui fu nel 1975 il primosoprintendente: «Fu suggeritore del ministro Spadolini - ricorda l'attuale soprintendente Cristina Acidini - e lo convinse a creare un istituto che riuniva insieme tutte le competenze del restauro, con la ricerca scientifica e l'attività di scuola di alta formazione. Nell'Opificio la sua impronta è sempre stata molto forte. Perdo un amico, oltre che un illustre predecessore». Un ruolo importante, a cui hanno poi fatto seguito altri prestigiosi incarichi: nel 1983 andò a dirigere l'Istituto centrale del restauro di Roma, poi dopo la pensione, fu direttore della Fondazione Museo Horne e presidente dell'Università internazionale dell'arte. «È una delle personalità più rilevanti delXXsecolo - spiega Giorgio Bonsanti, ex soprintendente dell'Opificio - per gli approfondimenti teorici importanti per sviluppare la teoria del restauro di Cesare Brandi». Fu anche organizzatore di due mostre "Firenze restaura" (1972) e "Metodo della scienza" (1982) sui temi del restauro. Una figura che è destinata a restare nella storia, una città che da oggi è un pò più sola. «La scomparsa del professor Baldini - ha detto il sindaco Domenici - priva il mondo dell'arte e della cultura di una delle personalità più rappresentative ». Gli fa eco l'assessore alla cultura Simone Siliani: «Per il 40 anniversario dell'alluvione - ha affermato Siliani - propongo una giornata di studio dedicata alle sue opere e tecniche. Sempre nelle iniziative del quarantesimo è prevista una mostra progettata dall'Opificio delle pietre dure che propongo potrebbe essere dedicata a Umberto Baldini». I funerali si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa di San Giuseppe Vecchio a Marina di Massa. La salma sarà tumulata nel cimitero monumentale delle Porte Sante di San Miniato al Monte a Firenze.
Firenze in lutto per Baldini, padre dell' Opificio
Umberto Baldini, uno dei padri fondatori del restauro del Novecento, è morto all'età di 85 anni. Era stato direttore del Gabinetto dei Restauri e aveva gestito l'emergenza seguita all'alluvione di Firenze nel 1966. Le sue mani avevano salvato opere d'arte come il crocifisso di Cimabue e la Venere di Botticelli. Baldini è stato anche il primosoprintendente dell'Opificio delle pietre dure e ha contribuito a creare un istituto che riuniva le competenze del restauro. È stato un ruolo importante per il mondo dell'arte e della cultura. La sua morte è stata salutata con un lutto nel mondo dell'arte e della cultura.
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