Il neo-assessore milanese alla Cultura sbaglia a compilare la domanda. E trasforma la questione in «querelle» politica Candidato Vittorio Sgarbi, non ammesso al concorso ------------------------------ Un concorso «grottesco, minacciato da innumerevoli ricorsi, gestito tra formalismo e paternalismo». In una parola, «sbagliato». Così Vittorio Sgarbi, neo-assessore alla Cultura a Milano nella giunta Moratti, definiva sul Giornale di lunedì le prove in corso presso il Ministero per i Beni Culturali per nominare undici dirigenti storici dell'arte. Lapsus freudiano? Lo stesso Sgarbi era tra i quattrocento aspiranti che hanno fatto domanda al concorso che ora giudica «grottesco», ma è risultato tra i cento non ammessi perché ha «sbagliato» - ecco, il lapsus è servito - a riempire il modulo. Il neo-assessore, già funzionario del Mbaac condannato per assenteismo e truffa allo Stato, allergico, come ostenta, alla burocrazia, non ha specificato nella domanda se ha una specializzazione. Ergo, non l'avrebbe. I bene informati ricordano che incorse in un «errore» analogo quando presentò domanda per passare al livello cosiddetto «C3 super». Così la vicenda delle nuove nomine a direttore regionale (già Soprintendenti) effettuate dal ministro Rutelli si arricchisce di un altro po' di confusione. Ricapitoliamola succintamente: prima della pausa di Ferragosto Rutelli nomina direttori regionali in Molise e in Umbria, rispettivamente, Francesco Scoppola e Vittoria Garibaldi. Scoppola, già soprintendente nelle Marche, dove si è distinto per un rigore che ad alcuni (non solo a destra) è andato per traverso, già critico durante la gestione mercantilistica del nostro patrimonio da parte del centro destra, è a bagnomaria al ministero da quando l'ha fatto fuori Urbani. Garibaldi ha diretto la Galleria nazionale dell'Umbria. Ma è solo una funzionaria del ministero. Ergo, per passare al ruolo da dirigente dovrà mettersi in aspettativa e il suo contratto, come soprintendente (o direttore che è lo stesso) per i beni architettonici, il paesaggio e il patrimonio storico- artistico della Regione di Assisi e di altri mille tesori d'arte, sarà, di nuovo, di natura privatistica e dovrà essere ratificato post-ferie in Consiglio dei ministri. Su questo contratto, in posizione strategica e per 136.000 euro l'anno, scoppiano le proteste. Perché Vittoria Garibaldi è appena stata bocciata agli esami scritti per il concorso da dirigente storico dell'arte (non per la prima ma per la terza o quarta volta), di cui dicevamo all'inizio, e i cui orali si svolgeranno in settembre. Insomma, l'accusa per Rutelli è: la stai «salvando» dalla bocciatura promuovendola in ruolo maggiore. A protestare sono Uil, Cgil eAssotecnici. Dopodiché ecco in scena il gioco dei «padrinaggi» (o madrinaggi): c'entra la sua vicinanza all'ex-presidente della Commissione cultura al Senato, l'azzurro Asciutti? Ma no, a difenderla è anche Maria Rita Lorenzetti, diessina presidente della Regione Umbria... Secondo la dietrologia politica, una figura come la sua, in realtà, sarebbe l'ideale per la strategia bipartisan del leader della Margherita.Un argomento concreto usato è che il ministero grazie ai tagli dell'ultimo quinquennio è così alla canna del gas che non si può permettere contratti esterni quando ha competenze interne che può promuovere. L'altro - sottolinea anche ieri Gianfranco Cerasoli, Uil- è che è un pessimo esempio per i giovani laureati vedere come i concorsi servano a poco se basta una nomina ad personam a bypassare una bocciatura. La vicenda viene resa nota al pubblico su queste colonne, già sabato scorso, da Stefano Miliani. Il pirotecnico Sgarbi la fa propria. A ottenere il primo contratto da «esterna » per la semplice funzionaria Garibaldi era stato lui. E, sul Giornale, lunedì appunto, con un pezzo in prima pagina si produce in una sua difesa. E in un attacco a tutto ciò che gli puzza di burocrazia, sindacati in primis, e commissioni concorsuali. La sorpresa, all'indomani di Ferragosto, è scoprire che l'ex sottosegretario, dipendente in aspettativa del Mbaac, però, al concorso si era candidato. Non abbastanza dannunziano per disprezzare un posto di dirigente ministeriale. Troppo dannunziano per riempire correttamente il modulo. Questo è Vittorio Sgarbi. Il problema è che i suoi lettori del Giornale, di questo, e del suo conflitto d'interesse nello scrivere, non sapranno niente.