Lunghe file di turisti. Presi d'assalto i musei. Borgna: "Chi viene resta più a lungo". Invasione anche a Ferragosto. Borgna: "CardRoma e informazioni multilingue". Mostre ed eventi tra le cause del successo. I visitatori tornano a Roma più spesso e ci rimangono per un periodo più a lungo. L'aumento confermato dalle presenze negli alberghi e dai biglietti venduti nei musei BASTA passeggiare per le strade di Roma per accorgersene: a Ferragosto e non solo la città è invasa dai turisti. Una sensazione visiva che è confermata anche dai dati che si stanno raccogliendo proprio in queste ore: il trend al rialzo del successo turistico della capitale non si è affatto arrestato ad agosto, anzi, si sta verificando un ulteriore picco di crescita. «Sì», conferma l'assessore alla cultura Gianni Borgna, «ci risulta un aumento considerevole dell'afflusso dei turisti, e soprattutto di quelli che vengono in questa città attratti dall'offerta culturale. Se si incrociano i due indicatori, quello della presenza negli alberghi e quello dell'afflusso ai musei, alle zone archeologiche, alle mostre e agli eventi, si vede che il turismo a Roma anche questo mese registra un aumento superiore a quello del 4,6 che si è avuto a luglio. Un aumento che si va ad aggiungere al trend positivo degli arrivi nella capitale che è in continua crescita da almeno un anno». Cambia il turismo, che sembra sempre più spinto dagli eventi, dalle esposizioni, dalle inaugurazioni, dai concerti, ma cambia anche la città, che ha imparato a ricevere ospiti di tutto il mondo. «Delle centinaia di migliaia di spettatori ai Fori Imperiali al concerto del 31 luglio di Bryan Adams e Billy Joel, la maggior parte veniva da fuori, ed erano soprattutto giovani. Un segnale del cambiamento che è avvenuto in questo settore. Anche i dati che andiamo raccogliendo in queste ore confermano una presenza di visitatori sempre maggiore, sia rispetto al 2005 che al mese precedente del 2006. Ce lo dicono i biglietti strappati ai musei capitolini, ce lo dice il successo delle mostre in corso. Questo è anche il risultato di un lavoro congiunto che abbiamo fatto con il vicesindaco Maria Pia Garavaglia, di comunicare nel mondo quello che c'è a Roma, in modo che i turisti possano venire qui, dall'America, dall'Asia, sapendo quello che troveranno. E questo contribuisce a fare sì che restino più a lungo, un po' come facevamo noi qualche anno fa quando andavamo a Londra o a Parigi, e rimanevamo almeno tre giorni per vedere anche gli eventi culturali più importanti. Oggi sono sempre più i turisti che tornano, più volte, e che stanno di più. E che arrivano non solo per il Colosseo, ma anche per andare all'Auditorium. E c'è un'offerta straordinaria, anche da parte di musei minori, che hanno sempre qualche mostra importante. Come il Museo di Roma Palazzo Braschi, che non è uno dei più conosciuti ma ha avuto un grande successo con la mostra di Cartier Bresson». Roma, secondo Borgna, ha imparato ad offrirsi ma si è anche internazionalizzata. Non solo con la Card Roma, che da aprile, quando è stata introdotta, è stata acquista da decine di migliaia di persone e che rende più facile muoversi per la città ed entrare in molti musei a prezzi ridotti, ma anche con una maggiore attenzione alle esigenze di chi viene da fuori: con i punti di informazione sparsi per tutta la città con addetti multilingue, con le spiegazioni in tutte le maggiori lingue europee a disposizione nei musei. «Per loro è più facile scoprire tutto quello che c'è da vedere, e posso assicurare che solo dieci anni fa tutto questo non esisteva».