Toscana. I carabinieri: le opere di grande valore non trovano acquirenti. BILANCIO Quasi dimezzati i furti di oggetti d'arte rispetto al 2005 ANCHE I LADRI di opere d' arte, così come i ricettatori, hanno problemi con il caro-vita? Sembra proprio di sì, almeno da quanto emerge dal quadro semestrale delle attività del nucleo fiorentino del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e artistico. In poche parole, i ladri di opere d' arte hanno abbassato il target: preferiscono trafugare opere di media valenza storico-artistica e soprattutto economica a causa della crisi. Insomma anche i ricettatori hanno il portafogli vuoto: è meglio avere la certezza della vendibilità di un'opera (con un margine di guadagno che comunque è sempre elevato) piuttosto che trovarsi con il capolavoro tra capo e collo che non si riesce a vendere. Anche gli appassionati preferiscono investire in opere a buon mercato e con valenze artistiche medie, assicurando così il modesto capitale contro qualsiasi tipo di svalutazione. Dunque in Toscana è calato il numero di furti di opere d'arte mentre in Umbria, altra regione di loro competenza dei carabinieri di Firenze, sono lievemente aumentati. Molte le operazioni portate a termine: tra gli oggetti recuperati, l'Arma ricorda un dipinto a fondo oro del XIII secolo raffigurante un'Annunciazione trovato nel magazzino di un artigiano fiorentino e un Trittico del Seicento rubato nel 2002 nella chiesa di San Nicola a Roma. In Toscana, i ladri d'arte hanno operato nei musei (un furto in più rispetto al 2005), in enti pubblici e privati (-50 rispetto al 2005), nelle chiese (19 furti contro i 39 dell'anno scorso) e presso i privati (19 contro i 32 del 2005). In tutto sono stati rubati 570 oggetti in Toscana (1173 nel 2005) e 180 (57 nel 2005) in Umbria.