Trafugati due angeli dalla chiesa di Tesero. Statue in marmo del 700 valgono 8.000 euro l'una. Fenomeno diffuso in tutta Italia dove c'è un fiorente mercato: putti, testine, bassorilievi e parti di tele più facili da smerciare Ladri d'arte, più o meno esperti, sembrano aver preso di mira in questo scorcio d'estate le chiese del Trentino. La testa di putto in marmo del 700 trafugata nei giorni scorsi dalla chiesa di Santi Fabiano e Sebastiano a Fiavé non è che l'ultimo colpo di questo genere messo a segno nelle ultime settimane. Il 30 luglio scorso un'altra incursione è avvenuta nella chiesa di San Eliseo a Tesero. «Era domenica e devono aver agito durante l'ora di pranzo - racconta il parroco don Bruno Daprà -. Fatto sta che al pomeriggio uno degli angioletti che adornavano il ciborio del tabernacolo era sparito, mentre un altro è stato trovato in frantumi e privo della testa. È veramente una cosa molto triste, ho sentito che di questi furti ce ne sono parecchi, ed è strano perché in questo periodo vi sono anche molti villeggianti che frequentano la nostra chiesa». Gli angioletti della chiesa di Tesero sono opere in marmo di 30 centimetri di altezza risalenti al 700, quindi non privi di valore, tant'è che sono catalogati dalla Soprintendenza ai Beni culturali della Provincia: il valor di ciascun angioletto è stimato in 8.000 euro. Prima ancora era stato il parroco di Vigolo Vattaro a scoprire lo squarcio sul dipinto raffigurante l'Annunciazione nella chiesa di San Martino a Vattaro: in quel caso i ladri si erano portati via il riquadro con la testa della Madonna. All'inizio di luglio malviventi in azione nelle chiese di Presson e di Cloz, in valle di Non. Nella pieve della frazione di Monclassico erano spariti otto pezzi tra statuine di angeli e icone che adornavano l'altare. Dalla parrocchiale di Cloz erano stati invece asportati i fregi in legno policromo dorato dell'altare del Settecento, fregi di scarso valore in quanto non autentici, ma rifatti una trentina d'anni fa. «Piccoli furti di questo genere stanno avvenendo un po' in tutte le chiesette che non sono costantemente presidiate - spiegano i carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia -. Angioletti, bassorilievi, testine, putti... non la grande pala o la statua che sono difficili da commercializzare. Purtroppo questo è un fenomeno diffuso in tutta Italia per opere che hanno un grande mercato, anche all'estero, con committenti collezionisti d'antiquariato». Difficile risalire alla manovalanza che si dedica alle asportazioni nelle chiese, spesso si tratta di ladri d'arte improvvisati che una volta scoperto lo scarso valore dell'opera trafugata se ne liberano, abbandonandola. Frequente è anche il caso degli squarci nelle tele: il dettaglio del viso, o dell'angioletto, viene venduto con più facilità anche perché diventa più difficile rintracciarne la provenienza. Sovente questo tipo di furto viene scambiato per un atto sacrilego legato al fenomeno delle messe nere o altri riti satanici. «Nella maggior parte dei casi non è così - dicono i carabinieri - sono gli stessi ladri a lasciare questi segni per distogliere l'attenzione». Gli undici nuclei periferici del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio ambientale di Roma, svolgono un'incessante opera di controllo dei mercatini, delle case d'arte, dei cataloghi e sono moltissime le opere d'arte recuperate, anche all'estero grazie alla collaborazione con l'Interpol. Le denunce dei furti di opere d'arte, e dei danneggiamenti, raccolte dai carabinieri delle stazioni del Trentino, che svolgono la prima attività d'indagine, vengono trasmesse per competenza al Comando per la tutela del Patrimonio dove viene compilata una scheda con la descrizione e la fotografia dell'opera da ricercare. Nei primi sette mesi del 2006 i furti di arte sacra in Trentino Alto Adige (ne riferiamo a parte) sono in aumento.