RUBATO nel 2000 dalla chiesa di San Nicola, è finalmente tornato a San Polo dei Cavalieri un prezioso trittico del '600. A recuperare l'opera d'arte i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Firenze, che ieri l'hanno riconsegnata a un paese in festa. Il sindaco Mario Salvatori: «Aumenteremo la sicurezza della chiesa di San Nicola». È TORNATO a bordo di una vettura dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze il trittico del XVII secolo che nel 2000, durante i lavori di restauro del tetto della chiesa di San Nicola era sparito insieme a una tela della Madonna del Buon Consiglio e alla «macchina» con cui veniva portata in processione. «Una perdita enorme per il paese» afferma don Iliano Tancredi che aveva visto spogliata la sua chiesa anche di due capitelli corinzi scolpiti nel legno. E ieri, quando il tenente Christian Costantini, comandante il Tpa fiorentino ha riconsegnato l'opera, grande è stata l'emozione del parroco, del sindaco Mario Salvatori, dei cittadini e del vescovo di Tivoli Giovanni Paolo Benotto. E grande anche la festa. Il trittico, un olio su tela con al centro la figura del Salvatore, ai lati San Nicola di Bari, patrono del paese, e Santa Liberata, sul mercato antiquario, secondo i carabinieri, avrebbe un valore di migliaia di euro e gli uomini dell'Arma si sono ritrovati sulla strada del suo recupero grazie a due Angeli. Due sculture poste in vendita da una casa d'aste del Veneto, risultate rubate. Dalla tentata asta fino al venditore e da questi, a ritroso, al primo proprietario gli uomini del tenente Costantini sono finiti, a fine giugno, davanti al laboratorio di un cinquantenne lucchese con bottega di restauro. Un vero tesoro di opere, all'interno del laboratorio e tra queste il trittico di San Polo che il restauratore ha confessato di aver rubato personalmente tacendo comunque i nomi degli altri complici. Denunciato l'uomo per furto e iscritti nell'inchiesta con l'accusa di ricettazione un altro lucchese, un personaggio di Montecatini e un Veneto i militi poi di San Polo sono stati incaricati di sottoporre una foto del dipinto al parroco che lo ha riconosciuto. E una decina di giorni fa la Procura di Firenze ha dato il via libera alla restituzione. «Adotteremo un'ulteriore messa in sicurezza della chiesa - dichiara il sindaco Salvatori - ma già il parroco dopo il furto nel 1969, della tela (l'originale) della Madonna del Consiglio, donata a San Polo dai Borghese, aveva messo chiavistelli e sbarre a tutte le porte che si potevano aprire solo dall'interno». Utilizzando l'impalcatura per il rifacimento del tetto i ladri invece erano entrati nella torre campanaria, da qui in sagrestia, e poi, sfondando una porticina, in chiesa. Della «macchina» in legno per portare la tela in processione non si è trovata per il momento traccia. «E in pieno giorno, a maggio scorso - ricorda don Tancredi - un'altra tela del '600 di grandi dimensioni è stata strappata dai muri di una cappellina e portata via dentro un furgone sotto gli occhi di tutti. Pensavano che avessi incaricato qualcuno del restauro».