PORTO CERVO - L'effetto mediatico c'è stato, nel bene e persino nel male. Le tasse sul lusso, in Sardegna, hanno scatenato un dibattito che non s'era mai sentito sulle spiagge più esclusive del Bel Paese. Da una parte e dall'altra, cioè favorevoli e contrari, sono scesi in campo personaggi dell'apparire, quelli che fino a maggio erano conosciuti soltanto per i loro racconti su fiction, reality show, ultime collezioni della moda e partecipazione a festicciole varie. Capitanati da Flavio Briatore, i grandi dell'effimero italico hanno ingrossato le fila del partito anti-Soru. Renato Soru, il governatore della Sardegna che ha tirato fuori dal cilindro le tasse sulle seconde case, gli yacht oltre i quattordici metri e gli aerei privati. Dai primi di luglio tra falchi e colombe s'è scatenata una guerra di cifre senza precedenti. Chi era pro Soru ha detto: presenze e arrivi in Sardegna non sono certo crollati, se poi qualche riccone non s'è visto, pazienza. «Qualcuno di questi fa anche piacere perderlo», ha scritto un preside in pensione nel forum aperto da La Nuova Sardegna sulle tasse speciali. Mentre i nemici del governatore si sono affidati a Marta Marzotto, Lele Mora, Simona Ventura e altri di quel mondo, per dire che «Soru ha sbagliato tutto e, alla fine, pagherà il conto». Ma Soru ha trovato anche un alleato inaspettato, è Tom Barrck, il padrone degli alberghi della Costa Smeralda, con la multinazionale Colony capital: «È giusto che si paghi un prezzo per calpestare il paradiso», ha detto il finanziere americano, dicendosi sicuro che «il mio amico Soru non pagherà alcun conto». Conto che infatti non sembra preoccupare il presidente della Regione: forte del successo ottenuto con l'addio degli americani dalla base nucleare di Santo Stefano, continua a tirar dritto e, con tempestività, ha messo fine anche alle polemiche su dove e quando dovranno essere pagate le super tasse. Via internet, alle poste e in banca con bonifici e bollettini, c'è scritto in un decreto della giunta pubblicato una settimana fa. Resta da dire che il caso Sardegna è riuscito a spaccare l'Ulivo, favorevole più di un ministro, a cominciare da Alfonso Pecoraro Scanio, anche se il Governo Prodi, su proposta di Linda Lanzillotta, titolare degli Affari regionali, ha impugnato la decisione di Soru davanti alla Consulta, che dovrebbe pronunciarsi subito dopo l'estate. Contrari anche molti deputati del centrosinistra, ultimo Egidio Petrini dell'Italia di valori: «Questa tassa è incostituzionale e anche uno schiaffo alle più elementari leggi di marketing».